Casapound al Salone del Libro e a Casalbruciato, una democrazia deve…

di Lucio Fero
Pubblicato il 8 maggio 2019 9:30 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2019 9:30
Casapound alla Fiera del Libro di Torino e a Casalbruciato, una democrazia deve...

Casapound a Salone del Libro e a Casalbruciato, una democrazia deve… (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Casapound, cioè i fascisti. Fascisti fieri di esserlo, fascisti che esibiscono il loro fascismo, fascisti che proclamano l’antifascismo la vera rovina dell’Italia e liberamente vanno in giro per l’Italia a rammaricarsi con la storia che non ha fatto vincere la guerra a Mussolini e Hitler.

Casapound, cioè i fascisti, vogliono uno stand al Salone del Libro di Torino. Uno stand per esporre libri, uno stand come lo hanno tutti, uno stand perché in democrazia ogni opinione e tesi ed idea sono libere e hanno diritto di essere pubblicate e pubblicizzate. Casapound, cioè i fascisti, vogliono per loro un diritto garantito dalla democrazia, anzi un diritto della democrazia che il fascismo non riconosce e non praticò, anzi represse ovunque e in ogni tempo, forma e nazione in cui il fascismo fu potere e governo e regime.

A Torino Casapound rivendica il suo diritto ad essere democraticamente trattata, diritto ad esporre libri dove si proclama la democrazia la peste del mondo, dove si dubita dell’Olocausto. D’altra parte l’editore della casa editrice in questione parla chiaro: “Sono fascista, con orgoglio”. Casapound si fa scudo a Torino del suo diritto a sabotare la democrazia, diritto garantito dalla democrazia. E probabilmente la democrazia ha il dovere di estendere questo diritto anche e perfino ai suoi nemici, Csapound ha un diritto allo stand al Salone del Libro a Torino. Perché questo diritto è nelle leggi costitutive della democrazia.

Ad una condizione però: Casapound ha i suoi diritti ma sia, alla stessa stregua, obbligata a rispettare a sua volta le leggi e i diritti. Obbligata, anche con la forza dello Stato. E’ intollerabile e osceno che Casapound, cioè i fascisti, si atteggino a vittime al Salone del Libro a Torino e travolgano ogni legge e diritto altrui oggi a Casalbruciato e ieri, ogni giorno, in ogni altra periferia o città che loro garba.

La democrazia e lo Stato che devono accettare uno stand dei fascisti al Salone del Libro devono, ora e subito e per davvero, impedire che Casapound, cioè i fascisti, dettino legge, decidano chi passa e chi no creino picchetti e facciano squadrismo organizzato in pezzi di città italiane. Perfino uno di Fratelli d’Italia si è visto dire da un capo bastone di Casapound a Casalbruciato: “Per attaccare un manifesto qui devi chiedere il permesso a me e non alle guardie”.

E’ ora che o Stato democratico si ricordi che non ha ceduto in appalto a Casapound il controllo etnico delle borgate e delle case popolari. Famiglie che legittimamente hanno ottenuto la casa non possono entrare e se lo fanno vengono minacciate di cacciata, stupro, forca. Il tutto viene gridato anche davanti e in faccia a bambini da cori organizzati dai fascisti. Che non hanno, proprio non hanno, il diritto a questo stand organizzato di fascismo militante ed operante, stand portato in  giro di quartiere in quartiere.

La democrazia, lo Stato, il governo, ciascuno per la sua parte, proprio perché democratici hanno il dovere, qualunque ne sia il prezzo, di accettare la libera circolazione delle idee fasciste, almeno fino a che non diventano o non tentano o preparano sovversione organizzata dell’ordine costituzionale. E’ un dovere amaro quello di vedere al salone del Libro i prodotti della casa editrice di Casapound. Ma è un dovere che va assolto.

Così come va assolto, con la forza pubblica, il dovere democratico di togliere Casapound dalla pubblica piazza quando Casapound se ne impadronisce con la minaccia, le squadre. Dovere democratico è cacciare Casapound dal controllo squadrista dell’assegnazione delle case popolari. Una democrazia consapevole di se stessa vede meno articoli e dichiarazioni sul diritto allo stand Casapound a Torino e più poliziotti e Carabinieri a far rispettare leggi e diritti a Casalbruciato.