Cassa comune, me li spendo io. Non ci stai? Sei contro il popolo!

di Lucio Fero
Pubblicato il 24 ottobre 2018 9:50 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2018 9:50
Cassa comune, me li spendo io. Non ci stai? Sei contro il popolo!

Cassa comune, me li spendo io. Non ci stai? Sei contro il popolo!

ROMA – Cassa comune, metti che un gruppo (facciamo 27 e non a caso 27) decidono di fare cassa comune. Magari per una gita o una vacanza o una missione di shopping o per fare salvadanaio o per quel che sia. Comunque cassa comune.

Fatta la cassa comune i 27 decidono come ci si regola: chi, quanto, come può prendere dalla cassa comune. E quanto si può prendere per fare cosa, non è mica la stessa cosa prelevare per comprare la benzina o il gelato. E come e quanto si versa nella cassa comune. Decise le regole, intelligenti o strampalate che siano, i 27 le approvano, tutti dicono che ci stanno, fanno accordo e patto. Senza accordo e patto e impegno reciproco col cavolo infatti che ciascuno dei 27 faceva cassa comune. Ovvio, no?

I 27 non sono diventati uno. Ognuno a casa sua fa come gli pare della quota che gli spetta della cassa comune. E’ cassa comune ma durante il comune viaggio dei 27 la quota per ciascuno non è obbligatorio spenderla o impiegarla tutti nella stessa maniera. C’è chi accumula barrette di cioccolato e chi si compra una macchina per farlo il cioccolato. C’è chi pensa ai giovani della famiglia e spende per farli studiare e chi pensa a mandare in pensione gli adulti prima che diventino vecchi.

Si può fare, ognuno fa come gli pare. Quel che ovviamente non si può fare è dire: io metto le mani nella cassa comune per la quota che mi pare e non quella che mi spetta secondo patti. No, così non si può. Così si è prepotenti. E prepotenti si è anche se si fa la faccia e la lagna delle vittime. Non è che siccome dici: mi servono, mi servono proprio allora hai diritto a mettere le mani nella cassa comune dicendo: prima io!

No, così non si può. Ma è proprio quello che fa l’Italia rispetto alla cassa comune europea. Se hai una moneta in comune e fai debito, emetti cambiali per il mondo in quella moneta, allora inevitabilmente, ovviamente la firma sotto quelle cambiali non è solo tua. Sotto quelle cambiali c’è la firma anche degli altri 2 governi, elettorati, popoli. Ma loro non ce l’hanno messa. Ce l’hai messa tu e pretendi che gli altri ci stiano e stiano zitti.

Il patto della cassa comune era proprio che nessuno dei 27 mandava in giro cambiali a nome di tutti oltre una certa misura. Per questo ovviamente si era deciso e votato di controllarsi a vicenda. Ora il governo italiano dice che chi pretende di controllare è un usurpatore.

In verità è il governo italiano bugiardo, coscientemente bugiardo. Giura giurello con Conte premier che mai e poi mai l’Italia fuori dalla Ue e dall’euro. E Di Maio giurin giurello pure lui: mai e poi mai. Ma Di Maio giura con le dita nascoste dietro la schiena a fare scongiuro. Dicono di voler restare dentro ma si comportano, pensano e mobilitano la gente come fossero fuori.

Salvini ha detto con petto in fuori che la Commissione Ue è contro il popolo se boccia le cambiali italiane di cui è fatta la Manovra del Popolo. Salvini ha mobiliato l’opinione pubblica e l’elettorato italiano contro i controllori della cassa comune. Salvini e Di Maio e Conte vogliono la cassa comune e vogliono sia una cassa comune senza regole e controllo reciproci.

Una cassa comune così…una moglie che fa debiti per il 130 per cento di quanto la famiglia incassa e ne vuole fare altri e se qualcuno obietta, allora la moglie dice: siete contro la famiglia! O figli o fratelli o mariti che vogliono la firma di figli, genitori, fratelli e consorti sotto le cambiali per le loro spese personali e se qualcuno non ci sta, allora dicono dolenti e indignati: siete contro la famiglia!

Il popolo italiano ha scelto, voluto e votato, anche se fa finta di non ricordarselo, di far cassa comune con altri paesi europei. E la cassa comune si chiama Ue e si chiama euro. Se non piace più, se non si vuol più fare cassa comune, se davvero si ritiene sia uno svantaggio, allora si esca. Ma è insolente, ignorante e prepotente proclamare la propria incontrollabile incontrollata libertà di impegnare da soli e come da soli ci piace i soldi comuni. Insolente, ignorante e prepotente e vittimista come è la narrazione furbo/bugiarda dei leader del governo di Roma.