Cesare Lanza: Addio a Pablo, il mio adorato labrador…

di Cesare Lanza
Pubblicato il 18 febbraio 2018 5:36 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2018 21:39
Cesare Lanza: Addio a Pablo, il mio adorato labrador...

Cesare Lanza: Addio a Pablo, il mio adorato labrador…

Cesare Lanza ha trasformato la comunicazione agli amici che gli è morto il cane in una elegia, commovente anche per chi non ha particolare sensibilità per gli animali. Un cane che muore è un po’ di noi che se ne va, ci fa sentire Lanza, in questo post dedicato alla morte di Pablo, “il mio adorato Labrador”.

Prevedo che questa mia nota piacerà solo a coloro che adorano – come me – i cani. Mi rivolgo a loro, siamo tanti per fortuna: possono condividere il mio dolore. Spero di non annoiare quelli che vorranno comunque leggermi anche se non hanno simpatia per i cani o gli animali in genere. Disprezzo invece, con tutto il cuore, quei farabutti che accolgono un cane in casa e poi se ne liberano cinicamente abbandonandolo in autostrada o in altri luoghi, quando il cane, innocente, diventa un problema, un disagio, un fastidio. Allora: il mio labrador – Pablo – mi ha lasciato, martedì mattina e il mio dolore é immenso, ci vorrà molto tempo per elaborare il lutto.

Pablo era l’ultimo della mia “dinastia” di labrador: la nonna, la mia adorata e fedelissima Penelope, se ne andò per vecchiaia, a sedici anni. La madre, Greta, bellissima e aristocratica, a dodici. Pablo non ne aveva compiuto neanche otto. Era nato un po’ zoppo e per questo lo avevamo scelto, tra gli altri della cucciolata: non eravamo sicuri che altrove sarebbe stato curato con amore.

Zoppicante, ma bellissimo. Dolcissimo.. Generosissimo. Quando gli lanciavo qualche bocconcino e non riusciva a prenderlo al volo, fulmineamente l’altro cane che abbiamo in casa, Clara, una bassottina, glielo rubava… Mai una volta Pablo si è ribellato.

Martedì, salutandolo, gli ho messo un biscotto in bocca. Pablo era paralizzato in tutto il corpo per un tumore devastante: mi guardò con tenerezza, in un modo che non dimenticherò mai, e riuscì ad addentarne solo un pezzetto. Il resto del biscotto era a cinque centimetri dalla sua bocca. Clara, a un metro di distanza, non osò avvicinarsi.