Classe dirigente: è all’altezza della crisi che ci aspetta? Il disastro della Lombardia insegna che non lo è

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 21 Agosto 2020 11:07 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2020 11:07
Classe dirigente: è all'altezza della crisi che ci aspetta? Il disastro della Lombardia (nella foto Attilio Fontana) insegna che non lo è

Classe dirigente: è all’altezza della crisi che ci aspetta? Il disastro della Lombardia (nella foto Attilio Fontana) insegna che non lo è

Siamo sull’orlo di una catastrofe di grosse proporzioni, ma nessuno sembra preoccuparsene. In parte è comprensibile.

Siamo ancora in agosto, molte restrizioni sono state sospese. Ma a settembre, cioè fra dieci giorni, arriverà un primo momento della verità. L’allarme è di Giuseppe Turani, in questo articolo pubblicato anche da Uomini & Business.

Sarà una doccia fredda. E mi chiedo: sarà la nostra classe dirigente all’altezza della crisi? Come sta già accadendo, esploderanno gli infetti, frutto della leggerezza di questi giorni. Si potrebbe avere anche qualche difficoltà con i ricoveri. Gli ospedali andranno di nuovo in sovraccarico. E tanti bravi medici e infermieri saranno chiamati a fare un lavoro massacrante. Ma a quelli che oggi si abbracciano sulle spiagge non importa. Non è vero, diciamolo una volta per tutte, che il popolo italiano è meraviglioso: contiene una dose elevata di cretini. A settembre potremo misurare quanti sono.

La seconda scadenza per la nostra classe dirigente arriverà verso fine anno o inizio 2021, quando sarà pronto il vaccino anti-covid. E bisognerà vaccinare l’intera popolazione. Un’impresa notevole e dannata. Quella che dovrebbe essere una festa (ci liberiamo finalmente del covid malefico), qui si trasformerà in una guerra. Grazie ai no-vax, che le inventeranno tutte per sabotare l’operazione. I dieci anni di irresponsabile propaganda grillesca si faranno sentire.

Bisognerebbe poter fare come il Re con mio nonno a inizio secolo. Quando il Re passava dalle sue parti, i carabinieri lo andavano a prendere e lo mettevano in guardina, dove tutti insieme giocavano a carte. Passato il Re, lo mettevano fuori e alla sera si ritrovavano tutti all’osteria, amici come prima.

Ecco bisognerebbe poter mettere per qualche giorno in guardina Grillo e tutta la sua banda no-vax. Ma non si può. E così si andrà avanti fra inutili polemiche, ridicoli banchi di scuola con le rotelle e altre amenità ugualmente stupide che qualcuno si inventerà.

Poi arriveranno i conti. Adesso le restrizioni contabili (per lo Stato) sono state tutte sospese. Ma, una volta scomparsa la minaccia covid, torneranno. E ci ritroveranno con una montagna in più di debiti. In Puglia l’emerito populista Emiliano (una sciagura nazionale) sta pensando addirittura a un bonus spose. Forse si arriverà all’ironia di un bonus divorzi.

Quindi da gennaio prossimo bisognerà fare due cose:

1- Tornare a spendere con ragionevolezza, anzi con grande parsimonia.

2- Studiare un piano per far scendere il debito, evitando magari la facile strada di una patrimoniale.

Insomma, si tornerà a vivere come possiamo permetterci. Con pochi soldi e tanti problemi. E’ possibile che ci sia anche un milione in più di disoccupati: e andranno assistiti.

Non sarà facile la ripartenza post-covid. Servirebbe una classe dirigente di grande qualità. E la cosa ironica è che l’abbiamo, ma a guidarci abbiamo mandato gli incapaci (basta vedere i disastri lombardi).