Climate change, oggi sono solo due miliardi di persone ad inquinare. Ma domani saranno otto

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 21 Settembre 2019 14:18 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2019 14:19
Climate change, oggi sono solo due miliardi di persone ad inquinare. Ma domani saranno otto

Inquinamento (foto ANSA)

Imponenti manifestazione per il climate change. Era ora. Non è merito di Greta, naturalmente, patetico cartone animato manovrato da altri (un po’ come Di Maio), ma di migliaia di comitati che si sono messi in movimento, generosamente. E di una nuova, e in parte sorprendente, sensibilità collettiva.

Ciò che colpisce in questa giornata di climate change è lo sterminato elenco delle richieste degli ambientalisti e a fronte delle inesistenti proposte operative. Ma è abbastanza normale.

Allora vanno chiarite alcune cose:

1- Il cambiamento non è gratis. Si tratta di ridisegnare l’industria e i consumi. Cioè il nostro stile di vita. Alcune cose si possono fare e costano poco. Altre sono invece costosissime.

2- Forse bisognava avere anche più coraggio. Oggi l’energia nucleare potrebbe fornire tutta l’energia che si vuole a inquinamento zero, ma molti paesi vi hanno rinunciato e altri ne hanno fatto un uso limitato.

3- La questione climatica è assai più grave di quello che pensano gli ambientalisti (in genere approssimativi e pieni di ideologia). Basterà un solo dato: oggi la popolazione ricca del pianeta arriva a due miliardi di persone. Sono questi (noi) che consumano, vanno in macchina e in aereo, si spostano, si riscaldano e si rinfrescano. Ma la popolazione mondiale sta raggiungendo gli otto miliardi. Ci sono cioè sei miliardi di persone che di fatto non inquinano quasi niente (perché sono così poveri da non potersi permettere nemmeno un frigorifero). O inquinano abbastanza perché bruciano solo boschi. Solo che questi sei miliardi di persone non saranno povere per sempre: quindi vorranno l’automobile, il condizionatore, il frigorifero, la luce elettrica nelle città e nei villaggi. Il problema ambientale, cioè, rischia di moltiplicarsi in misura esponenziale.

Io non credo che esista la possibilità per tutti gli otto miliardi di persone (che potrebbero salire fino a 10) di vivere ”come noi”, cioè inquinando moltissimo. Quindi l’Occidente e l’Asia benestante dovranno fare qualche passo indietro: più caldo d’estate e più freddo d’inverno (buoni maglioni).

Oggi non se ne parla, ma è inevitabile. Greta a i suoi amici si preparino a vivere in una nuova austerità, finite le manifestazioni gloriose e festose di questa giornata.

Fonte: Uomini & Business