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Commissioni banche: il grande errore

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Commissioni banche: il grande errore

ROMA – “Commissioni banche: il grande errore”. Questo il titolo dell’articolo di Giuseppe Turani pubblicato anche su Uomini e Business.

La commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, fortemente voluta dal Pd, si chiuderà con un grande insuccesso. E, anzi, alla fine forse si rivelerà un boomerang e anche di quelli tosti. Ma andiamo con ordine.

La commissione era stata chiesta a gran voce dal Pd nel suo tentativo di svincolarsi dall’idea di essere il “partito delle banche”. Il proposito segreto, mai svelato chiaramente, era di incastrare la vecchia guardia comunista nelle storie del Monte paschi di Siena. In modo da coprirli di infamia e toglierseli di torno. Insomma, un modo un po’ contorto per abbattere l’Mdp, i transfughi.

Quello che sta avvenendo, però, è l’esatto contrario. Di Mps e delle trame di anni fa si parla poco o niente. Nulla, comunque, è emerso da meritare i titoli dei giornali. In compenso si parla molto di ciò che il Pd voleva evitare: cioè di Banca Etruria, dove il papà di Maria Elena Boschi è stato vice-presidente per qualche mese.

Chiunque avrebbe capito che sarebbe finita così, ma non gli strateghi del Pd, evidentemente non così bravi come pensano.

Due gli incidenti di rilievo. Prima, la deposizione del Pm che ha fatto l’inchiesta su Banca Etruria. Scagiona completamente il babbo di Maria Elena, ma poi finisce sotto inchiesta per reticenza (presunta): non avrebbe detto che comunque mister Boschi è indagato, sia pure per una scemenza.

La seconda grana è più consistente. Mesi fa in un suo libro Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere, rivelò che Maria Elena avrebbe chiesto a Federico Ghizzoni, allora Ad di Unicredit, di rilevare la Etruria in difficoltà. La Boschi ha sempre negato, De Bortoli ha sempre confermato. Ghizzoni è sempre stato zitto.

Solo che adesso i grillini ijn commissione chiedono che Ghizzoni sia ufficialmente sentito sui suoi presunti contatti con Maria Elena Boschi. Altri si accodano alla richiesta.

Il Pd si oppone strenuamente. Al di là delle ragioni, buone o cattive, non è una bella cosa: se Maria Elena non ha chiesto nulla a Ghizzoni perché non sentirlo e fugare ogni dubbio? Nel frattempo Maria Elena ha citato in sede civile (ma non penale) lo stesso de Bortoli. La famosa querela promessa sette mesi fa, cioè, non c’è e probabilmente non ci sarà mai. C’è invece una causa civile.

Tutte queste storie avranno poi una loro conclusione. Quello che si vede per oggi è che il Pd ha fatto molto rumore per avere questa commissione per parlare di Mps e allontanare le voci e le malignità su Banca Etruria. Invece si parla quasi solo di Banca Etruria e del papà di Maria Elena. Un bel successo. Se andavano in vacanza tutti quanti era meglio.

Ma non è finita. Grillini e Forza Italia insistono perché venga ascoltato anche il presidente della Bce, Mario Draghi, governatore di Bankitalia prima di Visco (di cui è ottimo amico). Forza Italia vuole rompere le scatole sulle dimissioni di Berlusconi nel 2011. I grillini vogliono rigirare il mestolo sulla faccenda Mps.

Probabilmente non se ne farà niente, ma questa inutile commissione rischia di trascinare sul banco degli imputati (per vicende vecchissime) addirittura il presidente della Bce.

Si sa già comunque che alla fine ci saranno ben tre relazioni conclusive: grillini, Pd, Forza Italia. Non una verità, quindi, ma tre. Tutte di parte, inutili.

Ripeto: meglio se fossero andati tutti in vacanza.

 

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