Conte e il suo Governo. Nuove gatte da pelare: ora anche Carlo Bonomi, presidente Confindustria

di Bruno Tucci
Pubblicato il 1 Giugno 2020 8:42 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 8:42
Conte e il suo Governo. Nuove gatte da pelare: ora anche Carlo Bonomi,

Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi in una recente immagine d’archivio. ANSA/Mourad Balti Touati

Conte: per lui e il suo Governo, le gatte da pelare sono come gli esami: non finiscono mai. L’ultimo a sparargli contro a pallettoni è stato il neo presidente della Confindustria Carlo Bononi. Il quale, “sic et simpliciter” ha detto pubblicamente che “la politica è peggio del coronavirus”. Immediatamente c’è stato un coro di no a queste affermazioni capitanate dal responsabile dell’economia, Roberto Gualtieri. Ha replicato in maniera secca: “E’ un attacco ingeneroso”. 

Al di là dei si e dei no rimane il vulnus delle parole di Bonomi. Non è facile per un premier avere contro il capo degli industriali che, non dimentichiamolo, mandano avanti il motore dell’economia in Italia.

Perché tanto astio? Non sono state fatte le riforme che si aspettavano. Si dice “Quella di Palazzo Chigi è la politica dello struzzo”, insistono dalla sede di viale dell’Astronomia a Roma.

Insomma, non è solo una polemica, ma un autentico colpo di cannone. “Bonomi vuole riportare le lancette dell’orologio indietro di anni”, osserva Nicola Fratoianni, esponente di Liberi e Uguali. Comunque sia, è un’altra spina nel fianco del premier che ogni giorno deve risolvere un problema, difendersi dagli attacchi non solo dell’opposizione (il che sarebbe logico), ma anche della maggioranza.

Ora pure i cattolici (o almeno una parte di essi) balbettano e fra i denti puntano il dito contro il presidente del Consiglio. Nicola Zingaretti, leader del Pd, “innamorato” di Conte, parla a sorpresa di una grande coalizione avvenire che potrebbe favorire il momento difficile che sta attraversando il Paese.

Lo sussurra in politichese, cioè in quel linguaggio caro ai politici che dicono tutto per non dire nulla. Ma il pensiero di Zingaretti è quello di una buona parte del partito? Interrogativo molto complicato perché sono pochi quei parlamentari che vogliono pronunciarsi e andare allo scoperto.

Ma non c’è dubbio che diverse perplessità affiorano nel partito di via del Nazareno. Non tanto contro Conte che attualmente gode di una grande popolarità e della fiducia di milioni di italiani, quanto contro i pericoli che potrebbero affacciarsi in futuro. Nel Pd nessuno dimentica i “ricatti” di Matteo Renzi, il quale ha in mano le sorti del governo.

Senza di lui, la maggioranza si sfalda e questo vorrebbe dire andare incontro ad una crisi e a immediate elezioni dall’esito incerto. Quindi, l’obbiettivo principale è il leader di Italia Viva. Con una coalizione più ampia, guidata sempre da Conte, Renzi non avrebbe più voce in capitolo e si dovrebbe accontentare delle briciole e cioè di quel tre per cento dei suffragi che ancora gli regalano gli italiani.

Al trambusto politico (sempre di moda) si aggiunge anche quello che si impernia sulla battaglia contro il coronavirus. Ieri, ancora a sorpresa, un nome di prestigio, quello di Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano ha polemizzato in modo eclatante contro alcuni dei suoi colleghi: “Clinicamente, il virus del Covid19 non c’è più e non corriamo più alcun pericolo”.

Apriti cielo: si è scatenato il finimondo e le parole dello scienziato sono state subissate dalle critiche. Certamente in una fase così problematica per il Paese questo ennesimo braccio di ferro non ci voleva.

“Sono messaggi fuorvianti che confondono gli italiani”, sostengono gli oppositori di Zangrillo. E allora fra polemiche politiche e quelle scientifiche la gente “balla” e non si raccapezza più. Quando si riuscirà ad avere un po’ di tranquillità?