Conte tra opposizione e fuoco amico, Pd e M5s bloccano l’Italia, lui guarda a destra ma c’è Berlusconi

di Bruno Tucci
Pubblicato il 2 Luglio 2020 11:42 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2020 11:42
Conte (nella foto) soffre di fuoco amico, Pd e M5s bloccano l'Italia, lui guarda a destra

epa08356244 A handout photo made available by Chigi Palace Press Office shows Italian Prime Minister, Giuseppe Conte, attending a press conference at Chigi Palace in Rome, Italy, 10 April 2020. ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING + EPA/FILIPPO ATTILI / HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Tutti contro tutti. Giuseppe Conte parla alla Camera. E’ottimista, crede in una ripresa dell’Italia, ha fiducia. “Beato lui”, gli rispondono dall’opposizione.

Conte “non si rende conto del caos in cui vive il Paese”, sostengono dai banchi dell’opposizione. In verità i problemi si moltiplicano: il Mes, la Tav, i cntieri, l’Iva, i cassintegrati ancora all’asciutto, il caso Berlusconi. Sono una infinità gli interrogativi, ma il premier sembra dire “Non vi preoccupate, si risolveranno con calma in autunno”.

Per questo cerca una sponda a destra. Convoca Salvini e la Meloni sperando di placare gli avversari. Berlusconi e la sua Forza Italia no? Di questo partito, il presidente del consiglio si fida di più, perché sa che se il governo cambierà con un “Conte ter”, i seguaci del Cavaliere non gli voteranno contro.

Il premier ha paura dell’aula quando si voterà la prossima volta? Perché dire di no. Ecco il motivo per il quale cerca nuove sponde dove appigliarsi. Però, la vita non sarà facile, la situazione è complicatissima e piena di ostacoli.

Conte e il fuoco amico

L’esecutivo non deve difendersi solo dagli avversari (il che è logico) ma anche dal fuoco amico. Il Pd storce la bocca in diverse occasioni e anche ieri sulla riapertura dei cantieri Conte ha dovuto incassare un secco no da Zingaretti seguito subito da Franceschini.

Lo stesso dicasi per l’Iva su cui il premier è tornato nella speranza di ridurla del dieci per cento (almeno per coloro che non pagano in contanti), ma anche in questo caso il Pd gli ha risposto in maniera negativa. Il governo non ha soldi e ridurre le entrate sarebbe folle.

Scoppia di nuovo pure la guerra sulla Tav. A riaccenderla è il sindaco di Lione, Gregory Doucet, il quale afferma “sic et simpliciter” che questa opera è inutile e non deve andare avanti. Non è poco se si pensa che Lione è la città da cui dovrebbe partire la “linea veloce” contestata naturalmente anche dalla 5Stelle Chiara Appendino, sindaco di Torino, capolinea della Tav.

Succede il quarantotto perché i Grillini insorgono dicendo che questa è la loro idea da sempre per lo sperpero di danaro che si dovrebbe investire. Il Partito democratico la pensa in maniera diametralmente opposta e la patata bollente finisce sul tavolo di Palazzo Chigi. Come finirà?

Un estenuante braccio di ferro

In tutti i modi sarò un trionfo per chi vince e una sonora sconfitta per chi perde. Il premier potrebbe essere coinvolto in questo estenuante braccio di ferro? Purtroppo per lui si. E non comprende quale sia il motivo di questa sparata del primo cittadino di Lione. Macron gli è contrario o lo ha mandato in avanscoperta?

Il deficit con il Covid 19 è chiaramente aumentato, ma non tutta l’Europa è dalla nostra parte. Ad esempio l’Olanda che con il suo primo ministro, Mark Rutte, interviene polemicamente e dice: “l’Italia provi a farcela da sola”. Giudice arbitro la Merkel che per sei mesi guiderà l’Unione Europea.

“Poveri noi”, sostiene un deputato della destra che vuol mantenere l’anonimo.

In tutto questo mare di problemi si inserisce pure il caso Berlusconi che, secondo un video, non sarebbe responsabile di frode fiscale. Come ha invece stabilito la giustizia italiana fino alla condanna definitiva sancita dalla Cassazione.

La destra vuole Berlusconi senatore a vita

La destra insorge e raccoglie firme per far nominare il Cavaliere senatore a vita. Da una parte della sinistra si recrimina perché ritiene che lo “scandalo” sia stato inventato. Insomma, è un’altra bega che il governo non si aspettava. E contro cui, volente o nolente, dovrà fare i conti.

A questo punto torna l’interrogativo di fondo: stando così le cose, c’è da essere fiduciosi e ottimisti come sostiene il presidente del Consiglio?