Conte, tre ragioni che lo rendono intoccabile, il fantasma di Monti fa paura

di Bruno Tucci
Pubblicato il 20 Novembre 2020 13:12 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2020 13:14
Conte, tre ragioni che lo rendono intoccabile, il fantasma di Monti fa paura

Conte, tre ragioni che lo rendono intoccabile, il fantasma di Monti fa paura

A questo governo giallorosso non c’è oggi alternativa. L’opposizione accusa, mette in rilievo le mancanze dell’esecutivo.

Sottolinea i ritardi e le manchevolezze della compagine guidata da Giuseppe Conte. Analizza la situazione economica disastrosa. Ritiene che andando avanti di questo passo si arriverà al fallimento del nostro Paese. Ma tutto questo non basta, non è sufficiente per mandare a casa il governo. Per diverse ragioni.

La prima: il Colle è convinto che l’Italia non potrebbe sopportare una nuova crisi con un vuoto di potere di almeno due mesi.

La seconda: Conte ha ancora popolarità nella gente, anche se i sondaggi dicono che ne ha persa molta. Qualche risultato positivo lo ha raggiunto e questo gli serve per placare gli animi e respingere gli attacchi di chi lo vorrebbe far fuori. Non solo nell’opposizione, ma anche nella maggioranza.

Conte non ha alternative

Terzo: quale alleanza potrebbe si potrebbe creare oggi per un cambio della guardia?  Un accordo di unità nazionale? Sono in molti a storcere la bocca e a ricordare i precedenti tentativi, uno su tutti quello che portò Mario Monti a Palazzo Chigi.

Quarto: un centro destra ormai in crisi che vede da una parte Giorgia Meloni e Matteo Salvini e dall’altra Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere è pronto a dare il suo appoggio all’esecutivo “per salvare l’Italia”. Non a Conte per la verità, ma all’attuale maggioranza solo per uscire dal tunnel e poi andare alle elezioni. Sarà vero? Qualche dubbio può nascere perché il leader di Forza Italia è ormai una “vecchia volpe” della politica.

E sa come barcamenarsi. In primo luogo, vuol salvare la sua azienda, la Mediaset. E questo è un obiettivo che ha già raggiunto avendo ottenuto il “placet” dal Senato. Secondariamente, perché la sua nave fa acqua e rientrando nel giro potrebbe ancora avere voce in capitolo. Glielo chiedono i suoi fedelissimi a cui non può dire di no.

Berlusconi non teme la fuga

Però, tutto questo ha un costo. E Berlusconi lo sta pagando con la fuga di alcuni esponenti del partito. In tre se ne sono andati ieri (fra cui una sua ex sottosegretaria, Laura Ravetto) che hanno preferito passare alla Lega. L’ex presidente del consiglio non dà molta importanza alla fuga. Pensa che il terzetto non avrà molta fortuna in futuro. “Meglio perderli i transfughi, commenta . E aggiunge:

 “Ne voglio rammentare solo uno: Angelino Alfano. Debbo dire di più?” Comunque sia, il cambio di passo del Cavaliere non è un buon viatico per il centro destra che sperava di togliere la poltrona a Giuseppe Conte e ad affidarla ad un altro, di cui è assai difficile per il momento conoscere nome e cognome. Fine del partito unico? Le prossime settimane scioglieranno questo interrogativo. “C’eravamo tanto amati”, titola stamane un quotidiano parafrasando la trama di un film di grande successo.

Ragione per cui rimangono sul tappeto tutti i problemi che assillano il nostro Paese. Arriveranno i miliardi del Recovery Fund o bisognerà attendere fino alla prossima estate per il veto di Polonia e Ungheria? La presidente della commissione europea Ursula von der Leyen sostiene che l’accordo va raggiunto in fretta. Paolo Gentiloni si preoccupa per le perplessità italiane mentre il virus non si attenua, prova ne sia i 653 decessi di ieri.

In queste condizioni che Natale faremo? Il cenone dobbiamo dimenticarlo? Francamente non è un problema primario con tutti i guai che ci perseguitano. Però è il premier a dettare la linea: “Festa sobria, niente baci e abbracci”. Rimandiamo il tutto per Pasqua. Almeno lo speriamo.