Contratti bancari e commercio, 85 euro d’aumento. Coincidenza o 85 euro per tutti?

Pubblicato il 1 Aprile 2015 13:26 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2015 13:26
Contratti bancari e commercio, 85 euro d'aumento. Coincidenza o 85 euro per tutti?

Contratti bancari e commercio, 85 euro d’aumento. Coincidenza o 85 euro per tutti?

ROMA – In due giorni sono stati rinnovati due importanti contratti, il primo quello sul commercio che riguarda una platea di 3 milioni di addetti, l’altro (manca solo la ratifica) atteso da 309mila bancari. A regime entrambi i rinnovi faranno aumentare lo stipendio dei lavoratori mediamente di 85 euro mensili.

Una concomitanza, ma anche una specie di anticipazione fondata su  quale sarà l’entità di tutti i prossimi aumenti relatici ai rinnovi contrattuali: la coincidenza, salta gli occhi, riguarda un ritocco verso l’alto (verosimilmente legato all’andamento dell’inflazione) della consistenza delle buste paga dell’altro contratto, quello ottenuto tramite l’accordo fra le parti. Bancari e commercio sono la spia di quel che sarà per i prossimi contratti in rinnovo, 85 euro in più sulle buste paga di tutti.

Commercio, un contratto che “va oltre il jobs act”. Il primo, quello del commercio, è un contratto fondato su un’intesa sindacati-Confcommercio che “va oltre il jobs act” (Sole 24 Ore), nel senso che l’aumento di 85 euro mensili a regime si accompagna a una maggiore flessibilità negli orari e nella disponibilità del lavoratore legati al particolare tipo di servizio subordinato a festività, sconti, periodi con maggiore o minore domanda.

Questo contratto si rivolge al commercio ma anche ai servizi e a tutto il mondo del terziario. Nel nostro settore c’è una discontinuità di domanda data dalle festività, dal turismo o dalle promozioni. Con il nuovo contratto, senza ricorrere al lavoro straordinario le aziende potranno chiedere di lavorare fino a 44 ore alla settimana per 16 settimane, recuperando le ore in più prestate nell’arco di dodici mesi, quando l’azienda ha i periodi di attività meno intensa e ha meno bisogno di personale. Tutta questa flessibilità è a costo zero».

Uno strumento innovativo sono anche le «norme del sottoinquadramento – aggiunge Rivolta -. L’azienda può assumere a tempo determinato alcune categorie di persone svantaggiate, come chi è disoccupato da 6 mesi. O chi ha concluso l’apprendistato senza essere stabilizzato oppure chi ha esaurito l’uso degli ammortizzatori. Queste categorie possono essere assunte per 12 mesi con 2 livelli inferiori. Se poi l’azienda ritiene di confermarle a tempo indeterminato, per 24 mesi può inquadrarle a un livello inferiore. (Cristina Casadei, Il Sole 24 Ore)

Bancari: misure a tutela dell’occupazione, mobilità del dipendente e Tfr meno oneroso. L’accordo consente una durata della validità contrattuale allungata a quattro anni, fino al 2018 e aumenti economici per 85 euro (suddivisi in tre tranches con decorrenza rispettivamente l’1 ottobre 2016, 2017, 2018). I sindacati possono dirsi soddisfatti per il mantenimento dell’area contrattuale, degli scatti e degli inquadramenti. Le banche ottengono il ricalcolo del Tfr (meno oneroso) e la fungibilità all’interno delle aree professionali e all’interno dei quadri direttivi.

Il salario d’ingresso per i giovani bancari viene elevato dell’8% riducendo la penalizzazione dal 18 al 10 per cento. Il Fondo per l’occupazione interverrà anche per sostenere la rioccupazione dei lavoratori che fino ad oggi potevano contare solo sul Fondo emergenziale.