Coronavirus, Conte come Alberto Sordi: una ripartenza piccola piccola

di Bruno Tucci
Pubblicato il 27 Aprile 2020 11:25 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2020 11:25
Coronavirus, Giuseppe Conte come Alberto Sordi: una ripartenza piccola piccola

Coronavirus, Conte come Alberto Sordi: una ripartenza piccola piccola (Nella foto Ansa, Alberto Sordi)

ROMA – Coronavirus, Giuseppe Conte come Alberto Sordi.

Una ripartenza piccola, piccola.

Così, la montagna ha partorito un topolino.

Chi si aspettava che dal 4 maggio la vita sarebbe ricominciata normalmente è rimasto deluso.

Poteva andare diversamente visto che la fase uno è tutt’altro che finita?

Però le polemiche sono violente ed ancora una volta la maggioranza di governo, ma soprattutto il presidente del Consiglio, è stato preso di mira e messo sotto accusa.

Stavolta è la Chiesa a far la voce grossa perché nelle ultime decisioni “è stata violata la libertà di culto”.

Queste sono le parole dei vescovi, inviperiti perché ancora una volta sono stati puniti i cattolici e quanti vorrebbero riavvicinarsi a Dio andando in Chiesa a pregare.

Non è così.

Almeno fino al 18 maggio le parrocchie rimarranno chiuse e soltanto i funerali saranno possibili.

Ma alla presenza di non più di 15 persone munite di mascherine.

E’ un campo minato questo perché non sono è stata soltanto la CEI a protestare, ma nel Consiglio dei ministri la maggioranza si è di nuovo divisa.

E’ sempre Renzi a non essere d’accordo.

E a delegare la ministra Teresa Bellanova che nella riunione di governo ha esternato con vigore la sua protesta gridando all’indirizzo di Conte:

“Serviva più coraggio”.

Il premier deve aver riflettuto su queste parole e sul comportamento dei vescovi ed a tarda sera ha promesso che sull’argomento verrà presto presa una decisione che non deluderà i fedeli.

Il governo scricchiola? Può scivolare su questo maledetto virus che sta squassando l’Italia?

Stando ai sondaggi dell’ultima ora pare proprio di no.

E’ Salvini, invece, che soffre e perde punti. Chi dice tre, chi addirittura cinque.

Insomma la Lega retrocede forse perché il Paese, in una situazione così drammatica, non digerisce le polemiche e la continua campagna elettorale che dovrebbe essere accantonata.

La destra balbetta anche perché Berlusconi ha fatto un passo indietro e non è in perfetta sintonia con i suoi alleati.

Non solo, ma è un fatto indubitabile che Conte sta crescendo nella fiducia della gente.

E’ semplice, affabile e se talvolta non dice la verità ( o, comunque, i suoi discorsi sono privi di qualsiasi iniziativa) alla comunità non dispiace.

Finché è così…..

Insomma, se vogliamo essere onesti sino in fondo il Governo ha tirato il freno rispetto alle prospettive ed alle indiscrezioni che si sono moltiplicate nei giorni scorsi.

L’uscita dal tunnel è ancora lontana e gli scienziati non vogliono correre il rischio di una preoccupante ripresa del virus.

Non sono pessimisti ma cauti.

L’opposizione la pensa in maniera diametralmente opposta.

“Senza verità, il Paese non riparte”, tuona.

Ma quale verità?

Secondo gli avversari, il governo non ce la conta giusta sulle cifre del virus.

Però sono soltanto supposizioni e lasciano il tempo che trovano.

Comunque sia, le prese in giro e le vignette si moltiplicano.

A Bari, ad esempio, molti si sono chiesti: “Almeno a polpi si potrà andare?”

C’è poi il mondo del calcio che è in subbuglio.

Vorrebbe che il campionato di serie A e B riprendesse magari alla fine di maggio e i titoli dei giornali sportivi non hanno peli sulla lingua.

Ne citiamo uno: ”L’Italia è nel pallone”.

Il solito Renzi è dalla loro parte e si schiera con quanti vorrebbero che lo spettacolo del football riprendesse, pure se a porte chiuse.

Tra il Nord e il Sud le opinioni sono diverse ed è logico visto lo sfacelo che il Covid 19 ha provocato in Lombardia, in Piemonte e in Emilia Romagna.

Atteggiamenti comprensivi anche se molto opinabili.

Quello che invece è da respingere e criticare in modo aspro sono le parole di una giornalista che ieri sera nella trasmissione di Massimo Giletti ha detto testualmente:

“Un popolo debole economicamente rischia di essere polemicamente inferiore”.

Ogni commento sarebbe superfluo.