Coronavirus: fallimento delle Regioni, modello di poteri da rivedere, Conte ce la farà?

di Ernesto Trotta
Pubblicato il 19 Marzo 2020 9:55 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2020 9:55
Coronavirus Italia: fallimento delle Regioni, modello di poteri da rivedere, Conte ce la farà?

Coronavirus: fallimento delle Regioni, modello di poteri da rivedere, Conte ce la farà? (nella foto Ansa, il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia)

ROMA – Coronavirus, l’emergenza sanitaria ci fa aprire gli occhi. 

L’Italia affronta questo momento con un debito pubblico pregresso elevatissimo, e questo non aiuta.

Ma, scandisce Ernesto Trotta in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business di Giusepe Turani, non ci sono dubbi sulla solvibilità del Paese, a patto di avere Governi credibili con governanti capaci e competenti.

Un ulteriore debito, inevitabile, DEVE perciò essere accompagnato da una ristrutturazione profonda e visibile delle istituzioni e dei meccanismi di spesa pubblica, anche attraverso un ferreo controllo centralizzato delle maggiori voci.

La Sanità è una di quelle e vale 115 miliardi nel 2019. I valori medi della spesa per la sanità pubblica e privata in Italia non sono molto distanti da quelli dai Paese “migliori” e dalle medie europee. Senza dubbio bisognerà spendere di più, ma bisognerà spendere bene, con criteri logici a trasparenti.

Sappiamo benissimo che oggi le prestazioni sanitarie offerte sul territorio variano da zone di assoluta eccellenza a zone di forte inadeguatezza. E non si può genericamente attribuire tutto ai “tagli”, come si sente ogni momento nei telegiornali e nei talk show.

Ammesso che tagli ci siano stati (ma a me risultano tagli sugli aumenti previsti, e non tagli in assoluto) resta sempre da spiegare (si fa per dire…) perché in Calabria ed in Sicilia la Sanità non sia come in Emilia o in Veneto o in Toscana. C’è un evidente problema di buona e sana amministrazione, che le emergenze non cancellano ma evidenziano. Esistono disparità non degne di un Paese come l’Italia e bisogna metterci mano una volta per tutte.

La ripartizione di poteri tra Stato e Regioni deve essere rimessa in discussione, e bisogna farlo una buona volta, con coraggio e determinazione. Che possa riuscirci Conte con questo Governo è tutto da dimostrare, ma qualcuno deve pur farlo. Certamente non la destra, che in questo Paese è anarcoide, ribellista, o addirittura di derivazione secessionista.

Questa terribile esperienza che stiamo vivendo DEVE insegnarci qualcosa e DEVE essere trasformata in una opportunità di riforme.

Forse non tutto il male viene per solo nuocere, forse la coscienza di quello che stiamo rischiando con un Paese poco efficace e poco efficiente si starà allargando, forse la competenza tornerà di moda, forse anche la politica “alta” potrà avere più spazio e più appeal. Forse. Forse.

Certamente mi illudo, lo so. Ma cosa ci serve ancora per capire? Cosa deve ancora succedere? Tutte le sette piaghe o ci facciamo bastare la prima?