Coronavirus grande rimosso, il problema è Conte. Prepari Decreto FCCP

di Lucio Fero
Pubblicato il 28 Aprile 2020 11:16 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2020 11:16
Coronavirus grande rimosso, il problema adesso è Giuseppe Conte. Prepari Decreto FCCP

Coronavirus grande rimosso, il problema è Conte. Prepari Decreto FCCP (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus grande rimozione in atto. Epidemia, contagi? Sì, sì…ma il problema è un altro: Conte!

Conte sulla bocca di tutti. Conte dopo l’annuncio in tv che dal 4 di maggio cambia poco.

Conte cui praticamente tutta Italia rimprovera di non aver prodotto il Decreto che abolisce l’epidemia a far data dal 4 di maggio.

Conte cui di fatto l’umore di molti e le pressioni di tanto chiedono l’emanazione del Decreto FCCP (poi vedremo cosa sia).

Conte che verrebbe voglia, vien voglia di suggerirglielo questo Decreto FCCP.

Conte cui Arcigay rimprovera indignato di non aver esplicitamente menzionato gli amori omosessuali come rispristinabili dopo lockdown ciascuno dei partner a casa sua.

Conte cui i Vescovi rimproverano di non aver riportato subito la gente alle Messe e le Messe alla gente. Alto prelato ha ammonito: “Chiese non sono luogo di contagio”.

Deve avere avuto l’alto prelato un’informazione da molto, molto in alto. Qui sulla Terra risulta ancora alla virologia e biologia l’inesistenza di luoghi immuni se riempiti di gente.

Conte cui sul tema Messe è stata lanciata l’accusa niente meno che di negazione delle libertà religiose. Messe, ci vanno soprattutto gli anziani, spesso gli anziani non ottima salute…però saranno benedetti.

Conte contro cui protestano i parrucchieri che non vogliono e dicono di non poter aspettare il 1 giugno per riaprire. Dicono che garantiscono loro la sicurezza. Garantiscono loro? La sicurezza?

Conte contro cui protestano i sindaci che vogliono disposizioni precise e puntuali e pignole sul trasporto pubblico.

L’Anci tutta le vuole precise indicazioni. “Ci dicano cosa dobbiamo fare!”. Lo sanno cosa devono fare e sarebbe ora facessero. L’irosa litania “il governo deve dirci” ha la funzione di alibi preventivo per non fare.

Contro cui si schierano i Governatori delle Regioni che vogliono, insieme ai sindaci, “condivisione nelle scelte”.

Cioè vogliono decidere da soli, possibilmente decidere nella maniera che più può compiacere gli elettori e il cosiddetto territorio.

Conte contro cui ce l’hanno quelli che hanno la seconda casa e ci vogliono andare perché, perbacco, è casa loro.

Conte contro cui ce l’hanno tutti quelli che volevano riaprire le scuole perché…dove si mettono i bambini? I bambini che oggi tutti scoprono sofferenti a stare in casa.

Meglio in aula o cortile. Ma chi ce li porta e come a scuola i bambini? Lui riapra, e poi risolva. Lui, Conte.

Contro contro cui protestano e mugugnano i negozianti: perché il 18 maggio? Siam pronti e scalpitanti prima.

Conte contro cui vanno in piazza (in piazza!) con mascherina Salvini e Meloni. In piazza per riaprire tutto.

Conte contro cui protesta la mamma che non potrebbe, secondo Conte, organizzare la festa di compleanno della bambina con amichetti e compagni. Chi l’ha detto che non posso fare feste a casa mia?

Conte contro cui mugugnano Renzi e Bellanova.

Conte di cui si lamentano i sindacati perché apre troppo in fretta e Confindustria perché apre troppo lento.

Conte che si prende le maledizioni dei farmacisti che hanno in magazzino mascherine comprate a ben più di 50 centesimi e della gente che cerca e non trova le mascherine a prezzo bloccato.

Conte che comunica male, promette troppo, eccede nell’annuncio, stira fino all’inverosimile l’argomento dell’abbiamo fatto e facciamo il possibile.

Conte che usa troppo l’urticante “consentiamo” mostrando una certa incapacità all’esercizio e governo della pubblica opinione.

E subito spunta conduttore televisivo che, ribellandosi al “consentiamo”, mostra e incarna amoralità, letteralmente assenza di etica pubblica.

Conta di più bacchettare il premier, soddisfare la propria salute di popolarità che la salute pubblica.

Conte che non ci dice di preciso esattamente quando dobbiamo mettere la mascherina e quando toglierla. Ed esattamente chi dobbiamo andare a trovare e chi no e cosa possiamo fare o non fare insieme.

Conte che non dà il numero esatto e le modalità precise di quando diventa festa e non incontro.

Conte contro cui senti la critica della massaia e del giornalista, del politico e del salumiere. Conte pasticcione. Conte autoritario. Conte indeciso e titubante. Conte che decide troppo e troppo contro le libertà.

Conte a cui l’umor che gira, la chiacchiera che si ascolta, il più di quel che si legge tutti chiedono di fatto un altro Decreto. 

E sarebbe fantastico se Conte lo emanasse il Decreto FCCP. Il Decreto Fate Come Cavolo vi Pare.

Fantastica, meravigliosa scena, immaginate in tv Conte: “Cari concittadini, su vostro stimolo e richiesta ho appena firmato il Decreto Fate Come Cavolo vi Pare.

Sicuro di interpretare così la volontà delle categorie, dei territori, delle autorità religiose, delle chat delle mamme e do igni altra qualsivoglia manifestazione della volontà popolare”.

Ed eccolo Conte proseguire: “Contestualmente rassegno le dimissioni da presidente del Consiglio. Non senza sollievo. E, per la cronaca, vado, io che posso, a ritirarmi in luogo protetto con pochi contatti tra persone.

Io che posso farò così: mi terrò per quel che si può al riparo dell’epidemia. Voi fate come vi pare. Auguri”. Sarebbe una grandissima scena televisiva, sarebbe fantastico vedere un Conte così.

E soprattutto sarebbe sublime vedere la reazione di parrucchieri, negozianti, mamme, Arcigay, Cei, ansiosi della seconda casa, sindaci, governatori, Salvini, Meloni, Renzi vari e di tutta, proprio tutta la gente.