Coronavirus mette in crisi le coppie: troppo vicini, troppo distanti, delirio

di Bruno Tucci
Pubblicato il 20 Aprile 2020 11:32 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2020 11:32
Coronavirus mette in crisi le coppie: troppo vicini, troppo distanti, delirio

Coronavirus mette in crisi le coppie: troppo vicini, troppo distanti, delirio (Foto Ansa)

La crisi della coppia al tempo del virus. 

Quarantacinque giorni, forse cinquanta.

Il numero è esasperante da qualsiasi punto di vista lo si prenda.

Per alcuni, e sono i più, la convivenza diventa quasi insopportabile.

Per altri che soffrono di astinenza il periodo è troppo lungo per passare inosservato.

Insomma, esplode la crisi di coppia.

Ci voleva anche questa in un maledetto periodo che il Paese sta attraversando. Così almeno dicono i sondaggi degli esperti.

Secondo l’avvocato matrimonialista Annamaria Bernardi De Pace, molta gente è pronta a divorziare.

I dissapori riaffiorano, le incomprensioni si moltiplicano.

Non è facile vivere in uno spazio magari piccolo per un periodo così lungo.

Certo chi ha una casa grande con un giardino o un terrazzo la situazione cambia.

Si è più liberi, non si ha il fiato sul collo del partner (marito, moglie o compagno che sia).

La possibilità di avere una stanza a propria disposizione e aggiungiamo un computer.

Il tempo passa più velocemente e la vicinanza troppo asfissiante si attenua.

Ma il caso della incomprensione si accentua quando si è costretti a vivere in pochi metri quadri con moglie e figli piccoli.

Chi la vuole cotta, chi cruda.

Chi preferisce stare in cucina seguendo un suo vecchio hobby, chi, invece, non se la sente di rassettare la casa perché non lo ha mai fatto.

Ed in mezzo il problema dei figli che non vanno nemmeno a scuola e non possono uscire se non per pochi minuti e di straforo.

Per tutte queste ragioni, un noto architetto, Massimiliano Fuksas, azzarda una propria tesi, assai discutibile: se si decide di stare insieme mai prendere in affitto una casa che abbia meno di sessanta metri quadri.

Vallo a dire a quelle coppie che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena!

C’è invece chi la prende con più filosofia, come il cantautore Piero Pelù che da novello sposo, afferma: “Io cucino a faccio musica, non mi lamento”.

Oltre a questa crisi che chiameremo “di vicinanza”, c’è anche quella dell’astinenza, ugualmente sentita e mal sopportata da chi è lontano dalla propria bella da tantissimi giorni, quasi due mesi.

Se questo isolamento che i più raffinati definiscono lockdown si prolungherà sono pronti a rischiare una multa salata pur di vedere la propria o il proprio partner.

C’è modo e modo di manifestare l’amore che si sente verso un’altra persona come è accaduto in una via romana della media borghesia, alle Medaglie d’Oro.

Un giovanotto che non ne poteva più ha afferrato la chitarra e dal balcone di casa ha cominciato a cantare un motivo dialettale per attirare l’attenzione verso l’innamorata che abitava un paio di balconi più in là.

La voce non era perfetta, ma che importa. L’effetto voluto è arrivato a destinazione.

In parole semplici, non si può nascondere che in tempo di virus l’amore abbia diverse conseguenze: a volte gravi, altre affascinanti.

Perché la passione non è solo quello che divide o accomuna una coppia.

Per uno sportivo, sia pure dilettante, non è facile staccarsi dalle proprie abitudini: la palestra, la corsa, il football o la pallavolo.

Ed infatti due tenniste liguri abbastanza brave hanno programmato una partita fra due terrazze lasciando di stucco quanti hanno assistito all’evento.

Un cellulare e via: la foto ha fatto il giro del mondo. Potenza della tecnologia!