Coronavirus, il popolo unito vincerà. Ma senza fretta

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 7 Aprile 2020 11:53 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2020 11:53
Coronavirus Italia, il popolo unito vincerà. Ma senza fretta

Coronavirus, il popolo unito vincerà. Ma senza fretta (Foto d’archivio Ansa)

Coronavirus, “il popolo vince sempre”, proclama Giuseppe Turani. Ma, avverte in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, “bisogna stare uniti e non avere fretta”.

El pueblo unido jamais serà vencido, cantavano gli Inti Illimani.

C’è molto di vero. In questi giorni i social network hanno dato il peggio di se stessi: notizie farlocche, polemiche inutili, considerazioni astruse.

Le cose, invece, sono molto semplici:

1- Sono stati fatti molti errori, anche gravi, dovuti all’eccezionalità degli avvenimenti, non prevedibili e non previsti.

E all’assenza di una vera catena di comando. Tutti avevano titolo a fare tutto (e niente): governo, regioni, comuni, prefetti

2- La decisione di bloccare tutti a casa, 60 milioni di persone, è stata tardiva, ma giusta. Infatti, poi è stata imitata da tutti. E già si intravede qualche risultato.

La grandiosità della decisione porta subito a pensare a Dunkerque, 1940. Quando 400 mila soldati inglesi e francesi rimangono bloccati fra le truppe tedesche e il mare.

Scatta subito un’operazione che può sembrare demenziale: riportare tutti a casa, al sicuro in Inghilterra. 

L’esercito inglese sequestra ogni naviglio esistente, anche piccole barche di privati, magari capaci di portare solo due persone E poi questa flotta improvvisata fa rotta verso Dunkerque. O Dunkirk, per dirla alla fiamminga.

Queste barche vengono chiamate anche “zanzare”. Una nuvola di insetti. Ma riescono nell’impresa. Tutti i materiali da guerra (carri armati, munizioni, ecc.) vengono distrutti sulla spiaggia per non lasciare niente in mano ai tedeschi. Poi, l’imbarco.

Senza il popolo delle barche private, dei pescatori, dei club i soldati di Dunkerque sarebbero stati condannati a morte sicura.

Oggi in Italia si ripete un po’ la stessa situazione. Contro il virus non abbiamo niente, zero. Tranne una cosa: un intero popolo (con qualche stupida eccezione) che decide di chiudersi in casa e di lasciar morire il virus perché non trova più niente a cui attaccarsi.

E già si intravedono i risultati: contagi e morti sono in calo.

Il dibattito su “Aprire tutto, subito” è privo di senso. I tempi saranno dettati dai dati sulla presenza del virus.

Nessuna fretta e nessuna invasione di campo. Per non dover tornare in lockdown fra due mesi. Certo, si perderà reddito e ci saranno problemi, ma magari saremo vivi.

Il sostegno pubblico dovrà essere forte. Ma si può fare.