Coronavirus, il grande ritorno. Ed è subito lite fra Governo e Regioni: scuola o discoteche?

di Bruno Tucci
Pubblicato il 13 Agosto 2020 10:04 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2020 10:04
Coronavirus, il grande ritorno. Ed è subito lite fra Governo e Regioni: scuola o discoteche?

Coronavirus, il grande ritorno. Ed è subito lite fra Governo e Regioni: scuola o discoteche?

Se non è un campanello d’allarme poco ci manca. Ieri il bollettino del coronavirus è stato di nuovo impietoso: 481 casi, cento dei quali solo in Lombardia. Che fare?

Coronavirus, il ritorno. Il Governo è preoccupato non poco e cerca di correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Comunque, prima di settembre quando l’attività nelle grandi città riprenderà in pieno e quando (ecco il vero pericolo) riprenderanno le lezioni a scuola. “Si chiudano in primo luogo le discoteche” si dice.

Ma su questo problema primario si riaffaccia il braccio di ferro fra l’esecutivo e le Regioni che non ne vogliono sapere di rendere difficili le vacanze d’agosto. Che cosa possono fare i giovani se si impedisce loro di ballare?

Capite a che razza di gioco giochiamo. C’è un preallarme grande come una casa. A livello locale ci si mette di traverso con il Governo per risolvere un problema che sarebbe semplicissimo superare. Eppure non è così. In attesa di un accordo Roma con il ministero della salute e il parere degli esperti prende nuovi sacrosanti provvedimenti.

Per chi ritorna dalle vacanze in Grecia, Croazia, Spagna e Malta, il tampone deve essere obbligatorio. Perché? Per il valido motivo che in quelle Nazioni il virus si è ripresentato in maniera più clamorosa ed è quindi giustificabile la prudenza di chi vuol prevenire un ritorno della pandemia.

Ciò che più preoccupa è il propagarsi del virus tra i giovani. Circostanza che non si era verificata durante il dilagare del Covid19. Ora, invece, con il rafforzarsi della movida e la leggerezza nel distanziamento, nasce questo nuovo problema che preoccupa non poco il mondo scientifico.

Saranno importantissimi i dati dei prossimi giorni. Se il numero dei contagiati dovesse continuare a salire, il campanello d’allarme suonerà più forte e allora le misure dovranno essere più drastiche così come le restrizioni. La gente dovrà capire e tornare a comportarsi in maniera ineccepibile. Come è accaduto nell’inverno scorso.

I focolai dovranno essere circoscritti immediatamente, le chiusure non dovranno ritardare anche se qualche regione scalpiterà e renderà difficile e complicata questa necessaria operazione.

Mentre nel Paese dilaga nuovamente la preoccupazione del virus, le forze politiche continuano a bisticciare e a volte a dilaniarsi pur di raggiungere i loro scopi. Lo scontro più recente divide i due maggiori partiti dell’alleanza di governo. Non sono tutte rose e fiori tra Pd e 5Stelle.

I Grillini vogliono mantenere la poltrona del Campidoglio anche se su questa dovesse ancora sedersi Virginia Raggi. Il Pd vorrebbe riconquistare Roma per scongiurare il pericolo che fra i due litiganti finisca col godere il terzo, e cioè Salvini. Che da tempo sogna di vincere la battaglia per il Campidoglio.

Sulla quale il sindaco attuale deve ancora superare lo scoglio dei due mandati che rappresenta un principio di identità (l’affermazione è del vice ministro Stefano Buffagni) da cui i Grillini non debbono separarsi. La soluzione sarà affidata tra oggi e domani alla piattaforma Rousseau.

Dovrà decidere se la Raggi potrà ripresentarsi come candidato alle prossime elezioni amministrative. Oppure se dovrà definitivamente dire addio al sogno del Campidoglio. “Non c’è due senza tre”, titola stamane un giornale dell’estrema sinistra. Circostanza che i romani vogliono scongiurare a grande maggioranza.