Cremlino, problemi di saliva. Roma, problemi di statura

Putin poche settimane fa: espelleremo gli oppositori interni come moscerini, con lo sputo. Medvedev ieri: occidentali soffocherete nella saliva degli spasmi della vostra russofobia. Al Cremlino problemi di saliva. A Roma Conte proclama "l'abbiamo già dato" ella guerra d'Ucraina e torna al vero conflitto, quello con Draghi. A Roma problemi di statura.

di Lucio Fero
Pubblicato il 13 Maggio 2022 - 09:48
Cremlino, problemi di saliva. Roma, problemi di statura

Cremlino, problemi di saliva. Roma, problemi di statura FOTO ANSA

Capo Guerra Putin aveva detto settimane fa: “Elimineremo dalla patria gli oppositori come dalla bocca cacciamo via moscerini con lo sputo”. Medvedev che a suo tempo resse a Putin il moccolo del potere facendo il Presidente mentre Putin faceva il premier, ha appena comunicato agli occidentali più o meno tutto che “soffocherete nella saliva degli spasmi della vostra russofobia”. Il buon Medvedev è al momento vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, non proprio un passante per le vie di Mosca. Curioso e al tempo stesso significativo questo indugiare e indulgere alla metafora salivare, allo sputo che espelle, al morir affogati di sputi. Al Cremlino, quando anche solo pensano all’Occidente, alle democrazie liberali, a noi…allora hanno problemi di saliva, gli sale la salivazione e gli vien da sputare. E gli viene, gli scappa di farcelo sapere.

Finita la guerra in Ucraina, riprende quella con Draghi

Giuseppe Conte è stata ancora una volta lucidissimo e netto: “Basta, abbiamo già dato. Basta armi militari (sic) all’Ucraina”. La valutazione strategico politico di Conte è che la guerra in Ucraina sia finita o comunque ci abbia stufato (il che equivale, no?). E che quindi decisione di Parlamento e governo di aiuti economici e militari all’Ucraina fino almeno a fine anno non vale più. Bisogna rifare…la conta. Come da fanciulli quando si faceva la conta per vedere a chi toccava e chi no, c’era sempre quello che voleva rifarla perché non ci stava. Ecco, Giuseppe Conte è quello lì. Ma non solo per ostinazione, Conte si muove per prospettiva e progetto.

La sua prospettiva e il suo progetto sono rimuovere la iattura, porre fine all’usurpazione e insulto, ristabilire i confini, scacciare l’invasore. Putin? Macché Putin, Conte non si occupa di queste esotiche marginalità. Conte vuole liberare l’Italia da Draghi premier. E’ questa la statura del suo impegno, della sua missione, del suo ingegno. La statura che gli consente di andare a dire in giro, credendoci, come Draghi sia andato da Biden sotto ammonimento di Conte e come Biden e Draghi abbiano almeno in parte seguito il solenne ammonimento di Conte.