Crescita finita: PMI negativo, segno che la congiuntura sta ripiegando

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 6 novembre 2018 10:26 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2018 10:26
Crescita finita: PMI negativo, segno che la congiuntura sta ripiegando

Crescita finita: PMI negativo, segno che la congiuntura sta ripiegando

ROMA – L’indice Pmi non è tanto noto al grande pubblico. Letteralmente significa Purchasing manager index, cioè indice dei direttori degli acquisti. In pratica raccoglie le previsioni sull’andamento economico dei direttori degli acquisti delle aziende. In economia si tratta di uno degli indici più seguiti, anche perché di facilissima interpretazione: 50 è la linea di confine fra espansione e contrazione. Sopra 50 tutto va abbastanza bene, l’economia cresce. Sotto 50 siamo invece in presenza di un arretramento: si va indietro. Di solito si tratta di un indice quasi perfetto nel prevedere, a breve, l’andamento dell’economia, difficilmente sbaglia.

Oggi, in Italia, l’indice Pmi è sceso a quota 49,2 rispetto al valore di 50 di settembre e rispetto a una stima di 49,7. Siamo cioè in una fase di contrazione delle attività economiche, dato testimoniato anche dalla crescita uguale esattamente a zero del terzo trimestre (luglio-agosto-settembre) sul secondo. Il 49,2 è il valore più basso degli ultimi 4 anni.

Ci si può domandare come sia accaduto che la congiuntura italiana si sia così improvvisamente rovesciata. Le ragioni sono tante e, in parte, anche politiche. Quelle oggettive, economiche, hanno a che fare con i mercati internazionali, disturbati, e non poco, dalle varie tensioni protezionistiche.

Quelle interne sono più sottili, ma non meno importanti. La manovra annunciata dal governo non convince nessuno dei grandi centri decisionali (dalla Confindustria agli artigiani).

In più, sta giocando un ruolo importante un elemento noto sin dai tempi di Henry Ford: la serenità. “Vede – spiegava il magnate americano a un Agnelli padre in visita a Detroit – i miei operai devono impiegare molte mensilità delle loro per comperare una mia automobile. Lo fanno sono tranquilli, se intorno a loro ci sono pace e sicurezza. Altrimenti non assumono impegni a lunga scadenza, sono come noi”.

Oggi, invece, qui in Italia si vive in un clima di tensione, indotto dalla politica per calcoli suoi. Sembra sempre che il paese sia minacciato chissà da quali pericoli (sarà addirittura permesso armarsi e si potrà sparare).

Insomma, chi compra una pistola per proteggersi da incursioni immaginarie in casa propria, alla fine non cambia l’auto e nemmeno i mobili. Sta sulla difensiva. E l’indice Pmi scende. Da economia in espansione si passa a economia in contrazione.