“Crescita Usa in frenata”: l’analisi di Vincenzo Longo per Uomini & Business

di Vincenzo Longo
Pubblicato il 31 Gennaio 2015 7:51 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2015 2:13
"Crescita Usa in frenata": l'analisi di Vincenzo Longo per Uomini & Business

Barack Obama

ROMA – “Crescita Usa in frenata”: è il titolo dell’articolo a firma di Vincenzo Longo, apparso sulla rivista Uomini & Business, diretta da Giuseppe Turani.

Il Pil statunitense nel 4° trimestre dell’anno ha mostrato una crescita del 2,6% annualizzato contro il +5% del trimestre precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese del consensus, fissate a +3,2%. Contributi positivi sono arrivati dalla spesa per consumi personali, cresciuta al ritmo più alto dal primo trimestre del 2006 (+4,3%). Sul rallentamento del Pil hanno pesato, in particolare, la spesa governativa, una decelerazione degli investimenti fissi non residenziali e una bilancia commerciale che ha visto l’import in forte crescita. Sull’intero 2014 la crescita è stata del 2,4%, contro il 2,2% del 2013. È il dato più alto dal 2010.

Nonostante la crescita si sia quasi dimezzata rispetto al trimestre precedente, il mercato sembra guardare con fiducia ai buoni dati sui consumi. Era inevitabile attendersi dei consumi così alti, visto che molti indicatori di fiducia sono ai massimi da quasi 10 anni. Anche la forte crescita dell’import deve essere interpretata come un segnale di salute dell’economia, mentre il rallentamento dell’export (+2,8% da +4,5%) sembra essere causa diretta del forte apprezzamento del biglietto verde verso le principali valute mondiali (il Dollar Index è salito quasi del 9% da settembre a dicembre). Dietro il calo degli investimenti fissi si mascherano anche i primi effetti del tonfo del prezzo del petrolio, che ha bloccato i piani di sviluppo di molte aziende del settore.

Queste figure non sono sufficienti a spaventare la Fed, che in settimana si era mostrata ottimista sulla ripresa statunitense, definendola “solida”. È prematuro poi fasciarsi la testa prima delle revisioni dei prossimi mesi, che potrebbero portare a variazioni importanti sul dato odierno. Crediamo che il dollaro forte e il petrolio a questi livelli particolarmente bassi possano pesare sulla crescita del 2015, che difficilmente sarà compensata da una crescita dei consumi. A conferma di ciò, le reazioni sul mercato sono state contenute. Il cambio Eur/Usd è rimasto sui livelli medi di giornata, mentre le borse europee rimangono in lieve territorio negativo.