Cristiano Ronaldo, tirata di capelli cos’è? Tutto o niente, dipende

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 settembre 2018 10:00 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2018 10:00
Cristiano Ronaldo, tirata di capelli a Murillo cos'è? Tutto o niente, dipende

Cristiano Ronaldo, tirata di capelli cos’è? Tutto o niente, dipende

ROMA – Cristiano Ronaldo, tirata di capelli. Tirata di capelli in campo. La mano di Ronaldo che tira un po’ di capelli all’avversario che è a terra. Ronaldo che ci va a farla la tirata di capelli. Tirata di capelli che è leggera e neanche li prende tutti i capelli. Tirata di capelli che è insieme ammonimento senza arrivare a intimidazione e familiarità, complicità che non arriva per niente ad essere simpatica.

Cristiano Ronaldo che viene espulso per quella tirata di capelli a Murillo del Valencia. E che invece poteva tranquillamente non essere espulso, probabilmente un giallo era la misura giusta. Ma dopo l’espulsione le lacrime di Ronaldo, le lacrime di Ronaldo! E il grido disperato e sgomento che percorre tutta la narrazione sportivo calcistico su ogni piattaforma: hanno espulso Ronaldo, non era mai successo in Champions! Piange! Lacrime che vengono trattate come fossero quelle di una Madonna di marmo che tutti stupefacendo piange. Ed evento, l’espulsione, che viene narrato come una cosa a metà tra un segno tangibile di una profezia di Nostradamus che si invera e l’incrinarsi dell’asse terrestre.

Non c’è probabilmente proporzione tra la tirata di capelli che Cristiano Ronaldo dà e l’espulsione che gli tocca, gli viene comminata. Ma ogni proporzione è divelta, travolta, triturata, ignorata, perfino additata come tradimento ideologico/culturale dalla reazione nazional-televisiva-social- tifosa- popolar-aziendale-politica che in Italia si manifesta e scatena dopo il sacrilegio di Cristiano Ronaldo espulso.

Parte da Sky e si diffonde per ogni spicchio di cielo mediatico della penisola. Parte da Sky il Cristiano Ronaldo non si espelle per una tirata di capelli. E, se lo si fa, è errore. Errore maligno. Ingiustizia malevola. Non si espelle un campione per una tirata di capelli! Chissà cosa c’è dietro.

In perfetta sintonia con l’umore del paese: vittimismo come cacio su ogni maccherone, rifiuto sdegnoso di ogni responsabilità a proprio carico, sospetto, anche più, di nemico esterno.

In perfetto sincrono col nostro reciproco parlarci, qualunque sia la piattaforma usata, dalla quella di lingua e corde vocali in cooperazione a quella elettronica, da quella emotiva privata e a quella pubblica emotiva anch’essa. Ci parliamo e ci intendiamo: che cos’è una tirata di capelli? Un gesto da punire, un abbozzo di violenza, un’intimidazione, una volgarità, un atto di bullismo in campo? Oppure una quasi carezza resa ruvida dal fatto che si è appena finiti di contendersi la palla, un gesto di cameratismo o quasi, un saluto venuto, sfuggito un po’ troppo maschio?

Cosa è una tirata di capelli? Dipende. Se tirano i capelli a uno di noi, se addirittura tirano i capelli a Cristiano Ronaldo uno di noi, allora è bullismo violento e intollerabile. Se invece è Cristiano Ronaldo uno di noi che tira i capelli a qualcun altro che non è dei nostri, ma che vuoi che sia, quasi un gesto d’affetto. Cosa è una tirata di capelli? Tutto o niente. Dipende.