Crocifisso obbligatorio, Salvini dixit. Ma Gesù disse: non mischiamo Cesare e Dio

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 luglio 2018 9:35 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2018 9:35
Crocifisso obbligatorio nei luoghi pubblici, Salvini dixit. Ma Gesù disse: non mischiamo Cesare e Dio

Crocifisso obbligatorio, Salvini dixit. Ma Gesù disse: non mischiamo Cesare e Dio (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Crocifisso obbligatorio. Obbligatorio in tutte le sedi, stanze, facciate di pubblici edifici [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Obbligatorio ovviamente per legge. Per legge di uno Stato che conserva in Costituzione la sua natura laica. Per legge di uno Stato che volutamente esclude di avere una religione di Stato. Eppure dovrebbe, secondo legge che la Lega vorrebbe sia approvata, obbligare l’immagine dello Stato a coincidere con quella del Cristo crocifisso.

Nel clima di onnipotenza della Lega e in particolare di Salvini, nel tributo di massa a Salvini, nell’eruzione di consenso per Salvini, la voglia di crocifisso obbligatorio passa, sta passando quasi come una leggina sugli addobbi di Natale nei centri commerciali. Salvini dixit e tanto basta. A Salvini gran parte della pubblica opinione è riconoscente e quindi disposta a remuneralo in credito più o meno illimitato. Salvini ha liberato la brava gente non dal negro invasore e mangia pane italico a tradimento ma dalla remora o dal limite. Adesso si può dire che di immigrati non se ne vuole neanche uno, che devono tornare a casa con le buone o le cattive, che rubano il lavoro, che campano a sbafo, che costano una tombola, che sono nocivi e prepotenti. Adesso tutto questo è predicazione di governo.

Milioni di italiani sono riconoscenti verso Salvini, li ha liberati da vincoli ed esitazioni, consente loro di essere quel che davvero sono. E la gente apprezza e si libera: basta sentire quel che ci si dice sui bus, per strada, in metro, in negozio, ovunque quando passa un negro. Due cose dice felice la gente: basta con le tasse (anche e soprattutto quando non le paga) e basta coi negri e sempre più senza dover aggiungere la fastidiosa postilla: non è che io sia razzista ma…

Le battute, le frasi, perfino il gesticolare di Salvini lo vedi riprodotto ovunque in una genuina e popolare voglia di imitazione e identificazione. Quindi, anche il crocifisso obbligatorio, se lo dice Salvini…

Qualcuno però che di crocifisso dovette, anche suo malgrado, intendersene molto, ebbe a suo tempo a dire qualcosa di diverso e contrario. Quel qualcuno, di fronte alla questione se Stato e religione dovessero mischiarsi e fondersi, ebbe a dire che era meglio per tutti se restavano separati e ognuno al posto suo. Non ostili, tanto meno avversari Stato e religione, ma non fusi. Non fusi perché la fusione determina confusione e della confusione profittano non i migliori custodi dello Stato e della fede.

Quel qualcuno lo disse col linguaggio che gli era proprio, disse: a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Occorre dire che già ai suoi tempi fu ascoltato pochino. Non appena la Chiesa si fece potere per secoli e secoli la Chiesa tentò di essere Stato, anzi lo Stato superiore e supremo. Gravi danni e non encomiabili atti e pensieri ne derivarono per la Chiesa e per la stessa religione del Crocifisso. Oggi sono altre le religione che pretendono di identificarsi con lo Stato, quella islamica soprattutto.

Quel qualcuno che predicava una fede che insegnava come vivere, amare, procreare, perfino nutrirsi avvertiva già ai suoi tempi che queste dovevano essere scelte di fede, scelte etiche e non prescrizioni di Stato, disposizioni di governo. Qual qualcuno sapeva che un Cesare, qualunque Cesare che dica in cosa credere, come amare, quale famiglia, quale abito, quale cibo, quale rito, quale immagine è un Cesare che si traveste da difensore della fede. E che adotta tale travestimento mentre diminuisce, mano a mano che limita le pubbliche libertà.

Quel qualcuno già avvertiva ai suoi tempi, già sapeva quel che la civiltà occidentale finalmente porrà a fondamento di se stessa molti secoli dopo: Stato e religione quando si fondono  mischiano lo fanno a danno delle libertà, politiche, civili e anche di fede.

Quel qualcuno i cristiani lo chiamano Gesù e la fede dei cristiani vuole che sulla croce del crocefisso Gesù ci sia morto. Quel qualcuno avvertiva duemila anni fa che Stato che obbliga per legge a questo o quel rito, Stato che si fa chiesa non è buona cosa.

Quel qualcuno doveva essere evidentemente un dilettante, o un buonista o un ingenuo. Salvini che ama in ogni occasione dirsi papà di tutti gli italiani veri sta per togliere l’accento da quel papà. Salvini papa, difensore e custode della fede, della croce, della terra cristiana e dell’ortodossia di costumi e pensieri. Salvini che fa comizi con il vangelo e chiede voti impugnando il rosario. Mezza Italia o giù di lì, se Salvini le caccia vi il negro, Salvini lo fa pure papa.