Desirée Mariottini e Stefano Cucchi: le verità indicibili

di Lucio Fero
Pubblicato il 25 ottobre 2018 10:32 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 10:32
Desirée cucchi

Desirée Mariottini e Stefano Cucchi

ROMA – Desirée Mariottini e Stefano Cucchi, perché avvicinare in un pensiero due drammi che l’un con l’altro nulla hanno a che vedere quanto a cause, modalità, contesti e responsabili? Perché vien da pensarli non insieme ma nello stesso momento due giovani, giovanissimi, mandati a morte per mani che più diverse non si può e morti in maniere che sono l’una sideralmente distante dall’altra?

Perché una ragazza, quasi una ancora bambina sedicenne drogata, stuprata e poi ammazzata o lasciata morire da un branco di immigrati delinquenti feroci un ragazzo, quasi non ancora un uomo, pestato dagli uomini in divisa che l’avevano fermato e poi non curato, non protetto da chi l’aveva in custodia infine morto di botte e di abbandono ci vengono in mente nello stesso pensiero?

Desirée Mariottini e Stefano Cucchi, non è la stessa storia, in nessun senso. Una cosa però ce li fa venire in mente entrambi nello stesso pensare: entrambe queste morti gridano verità indicibili. Indicibili non perché siano misteriose o terrificanti. Indicibili perché non ce le diciamo. Indicibili perché abbiamo scelto e deciso di non sapere.

La prima indicibile verità è che quello che c’è a Roma quartiere San Lorenzo e anche in molti altri quartieri di Roma e anche in molti altri luoghi e quartieri di altre città d’Italia non è “degrado”. E’ invece l’occupazione di parti del territorio da parte di immigrati irregolari che regolarmente delinquono. La verità indicibile è che questa immigrazione, questo tipo di immigrati, questo tipo di migranti è un pericolo quotidiano. Pericolo per la sicurezza, pericolo per la convivenza civile, pericolo per la democrazia. Importano e praticano violenza e crimine. E come effetto collaterale importano e diffondono epidemia di razzismo.

Allora ha ragione Salvini, evviva Salvini che li chiama “vermi” e un po’ di ragione, anche se poca, ce l’aveva anche Traini che li voleva punire a suon di pistolettate? Allora viva Salvini che promette ruspe, annuncia sgomberi e assicura “pugno di ferro”?

Eccola la seconda indicibile verità: sgomberi e perfino galera per gli stranieri delinquenti sono illusioni, illusioni di massa. Certo, sgombrare una base di spaccio si deve. Si deve anche se costa esercitare violenza di Stato. E certo galera vera va comminata (leggi permettendo) al responsabile di una azione criminale. Quindi sgomberare, arrestare, processare e tenere in galera. Certo. Ma è materialmente impossibile sgomberare centinaia di migliaia di irregolari e clandestini o comminare loro galera o anche solo espellerli dal paese.  Impossibile, illusione di massa. Che smetterebbe di essere tale, cioè illusione, solo se si si passasse ai vagoni piombati e ai lager riempiti si base etnica. 

Quindi Salvini non ha ragione. Non ha ragione perché dice solo mezza verità. L’altra metà della verità indicibile la nasconde e nella tazza delle mezza verità nascosta ci inzuppa, con grande profitto e gusto, il pane della propaganda.

Ma hanno torto, torto marcio quelli che si oppongono a Salvini, che a Salvini oppongono l’integrazione. Quote rilevanti di migranti, quote rilevanti non pochi astratti ed eccezionali soggetti, non cercano, non praticano e non accettano integrazione. Neanche nelle leggi, figuriamoci nei valori. Una delle verità indicibili è che è pieno di bugie pro migranti. E la verità che nessuno pronuncia si racchiude nella semplice formula: migranti no, lavoratori stranieri sì. Ma facciamo il contrario.

E la verità più indicibile di tutte è ormai nella nostra quotidianità. Sui treni, sui bus, in aereo, per le strade, nei cantieri, sui giornali, in tv, sui social, nei locali pubblici…nostro razzismo quotidiano è un bollettino. Ogni giorno più volte al giorno ovunque esonda lo “sporco negro stai al posto tuo”. Esonda, non spunta. E sempre più spesso a guardarli negli occhi questi neri di pelle che vivono o sopravvivono da noi comincia a spuntare ostilità verso il bianco. Ostilità che diventa rivalsa. Talvolta sulla pelle della donna bianca.

La verità più indicibile è la guerriglia interrazziale che formicola appena sotto la superficie del nostro viver quotidiano.

Stefano Cucchi, le verità indicibili della sua storia e della sua morte sono in fondo una sola: ogni tanto quelli in divisa non sono i buoni. Ogni tanto…Sempre però o almeno quasi sempre anche tra quelli in divisa scatta la legge dell’omertà, della copertura, della difesa di gruppo, lobby o…divisa. E’ questa del coprirsi sempre se si indossa la stessa divisa un articolo di fatto fondante della costituzione materiale conosciuta e osservata dal cittadino italiano. Ci si copre, ci si spalleggia: il rispetto della legge è fatto per gli altri. Se uno di noi sbaglia, ebbene lo copriamo e non coprirlo è fare la spia ed è da infami.

E’ legge sociale rispettata fare così. Fanno così i finti smemorati delle tasse, i finti ignari delle regole, i finti truffati dalle banche, i finti esodati, i finti esenti da qualunque dovere, gli abusivi di ogni genere. fanno così corporazioni, associazioni, sindacati, partiti politici, movimenti di popolo. fanno così ministri, avvocati, prof, sindacati, vigili urbani, commercianti, pensionandi, studenti…Fanno così anche gli uomini di Stato in divisa di Stato, è questa l’indicibile verità.