Di Battista: “Siate patrioti contro i mercati”. A quando le inique sanzioni delle plutocrazie?

di Lucio Fero
Pubblicato il 17 maggio 2018 11:18 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2018 11:18
Alessandro Di Battista: "Siate patrioti contro i mercati". A quando le inique sanzioni delle plutocrazie?

Di Battista: “Siate patrioti contro i mercati”. A quando le inique sanzioni delle plutocrazie?

ROMA – Di Battista Alessandro, l’uomo politico più monitorato in ogni suo sospiro, più condiviso in ogni sua posa, il più pop ruspante che c’è. Di Battista Alessandro, il meglio della politica senza politica. Come la mozzarella senza lattosio, il caffè senza caffeina, il formaggio senza grassi, la pasta senza glutine, la fritta senza zuccheri. Il meglio del meglio [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] di questi tempi, il prodotto senza che va alla grande.

Dunque Di Battista Alessandro che di fronte all’insulto e al complotto di Borse e mercati contro il popolo tricolore ha invitato tutti ieri ad essere “patrioti” contro i mercati appunto. Patrioti contro i nemici della patria. Quindi i mercati finanziari nemici della patria. Quindi la finanza nemica della patria. Quindi il sistema del credito nemico della patria. Ma non affatichiamo Di Battista con troppi quindi, tra i suoi fantastici e garantiti e genuini senza c’è anche, esibito e rivendicato, quello del ragionamento complesso. Ragionamento complesso…dire che la realtà è complessa, si sa, è una trappola antica delle Caste per fregare il popolo e ai Di Battista non la si fa.

Dunque, patrioti contro i mercati. Probabilmente Di Battista non lo sa e con lui non lo sanno milioni di suoi estimatori ed elettori (M5S ma non solo) ma quel patrioti contro i mercati ha precise assonanze. Storiche e concettuali. Da patrioti contro i mercati a inique sanzioni delle plutocrazie ai danni dell’Italia è tutto un rimando di echi.

Si vuol qui dunque dire che Di Battista Alessandro concettualmente fascisteggia magari a sua completa insaputa e incoscienza? Che Di Battista mussolineggia contro i mercati con un social al posto del balcone? No, non si vuol dire questo. Anche perché per concettualmente fascisteggiare sia pure a propria insaputa e incoscienza una qualche nozione del mondo occorre averla. E invece Di Battista ha il senza come architrave ermeneutica del reale.

Di Battista Alessandro, anno 2018, cittadino emerito dei social, personaggio riverito da tv e giornali, esponente di spicco e riserva della Repubblica M5S, tutorial ideale e influencer di fatto di milioni di giovani con quel suo patrioti contro i mercati ci dice che lui, Alessandro Di Battista, non sa un cavolo di niente.

I mercati, la finanza, il risparmio, il credito, gli investimenti, le remunerazioni sono quelli che pagano gli stipendi, le pensioni, sostengono i bilanci e i portafogli pubblici e privati. I mercati sono i soldi e i soldi sono il welfare, l’assistenza sanitaria, la scuola. Perfino il reddito di cittadinanza M5S lo pagherà o non lo pagherà il mercato. Perché quei 17/18 miliardi che costa, ma Di Battista non lo sa, o vengono dal sistema dei mercati o non vengono.

I mercati non sono degli esseri alieni e deformi e malvagi. O meglio, deformi e cattivi possono esserlo eccome. Ma i mercati sono i risparmiatori e gli investitori in carne e ossa. Quelli del pianeta tutto e quelli di casa tua, compresa la patria di Di Battista. Sono decenni e decenni, per certi versi secoli, che i mercati, la finanza, il credito, il risparmio, gli investimenti sono sovranazionali. Sono decenni, per certi versi secoli che mercati contro patrie è semplicemente un’idiozia.

Se i mercati finanziari diffidano di un paese non è perché siano contro, è perché temono di rimetterci. Se i mercati finanziari ritirano soldi dall’Italia non è perché tifano altra nazione, è perché in Italia vedono, a torto o a ragione, soldi a rischio. Ma Di Battista che ne sa… lui che chiama al patriottismo contro i soldi pensa che i soldi siano di nazionalità americana, coreana, giapponese, araba, russa, che i soldi abbiano bandiera e divisa?

Uno che fa il camionista, l’impiegato, la commessa, il rider del cibo a domicilio…e magari anche il giornalista può concedersi questo non sapere, questo non sapere neanche le basi del mestiere. ma uno che si occupa della cosa pubblica, della politica, a lui non dovrebbe essere concesso di non sapere o non voler sapere che i mercati sono la condizione perché esista il suo stipendio, pensione, ospedale, scuola…

Ma Di Battista è l’eroe della politica senza, è il ragazzo uomo perfetto, la voce più pop che c’è, il leader se Di Maio non ce la fa, un vero e orgoglioso italiano contemporaneo, un coraggioso che sfida mercati, poteri forti e occulti. Di Battista è una speranza e una certezza della nuova Italia, anche se per qualche lapsus forse political-freudiano la tastiera continua a ripropormi l’errore e lo scrive Di Barrista. Di Barrista: Storpiatura di un cognome e insieme esegesi di un pensiero.