Di Maio azienda, gestiva madre anche preside scuola pubblica. Embé?…Di Stato

di Lucio Fero
Pubblicato il 30 novembre 2018 9:59 | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2018 9:59
di maio azienda

La polizia municipale effettua degli accertamenti su alcuni immobili di proprietà del padre di Luigi di Maio, Antonio di Maio, a Mariglianella (Napoli),

ROMA – Di Maio azienda, azienda edile, quella che Luigi Di Maio ha annunciato chiuderanno entro l’anno che…è meglio. Azienda gestita per molto tempo, come da documenti e carte ufficiali, dalla madre di famiglia, la signora Paolina Esposito. Signora in contemporanea anche dirigente scolastico, insomma preside di una scuola pubblica. E allora? Che problema c’è?

C’è che una burocratica pignoleria di legge vorrebbe che un dipendente pubblico lavorasse, salvo esplicita deroga, in esclusiva appunto per lo Stato. Davvero? Comunque una pignoleria persecutoria, un cercare il pelo nell’uovo. Ma che vogliamo soffocare la piccola impresa, per di più meridionale? Per di più l’impresa familiare come era ed è l’Ardima dei Di Maio? Pretesto, pretesto questo richiamo ai regolamenti e leggi per i pubblici dipendenti, pretesto e cavillo!

Di Maio azienda, azienda edile, quella che Luigi di Maio ha annunciato chiuderanno entro l’anno che…è meglio. Quattro piccoli manufatti tirati su con calce e mattoni e senza autorizzazione. Probabilmente abusivi ma solo un po’, sono piccoli. E mica case, magari magazzini, anzi ripostigli. E allora? Che problema c’è? A parte che così fan tutti e che in Campania quasi metà delle case (delle case non dei mini magazzini) sono abusive…Pur non volendo ricorrere al così fan tutti, è evidente la persecuzione prevenuta e organizzata. Quattro montarozzi (direbbero a Roma), quattro monticelli di mattoncini e ci fate anche un’ispezione coi vigili? Persecuzione burocratica e mediatica. Solo così si spiega il farla lunga e grossa per quattro mattoni, abusivi ma solo un po’.

E poi, il colmo della persecuzione, il trovare e sequestrare “rifiuti inerti” nei terreni di famiglia. Il Ministro interessato, non quello dell’Ambiente, il ministro direttamente interessato cioè Luigi Di Maio ha sorriso: quattro pale e picconi. In effetti materiale da cantiere abbastanza se non del tutto innocuo. Però abbandonato, mollato lì. E allora? Che problema c’è? Adesso uno non può mollare scarti da cantiere nel cortile di casa, nella sua terra? Ma che davvero una famiglia che lavora deve dare l’esempio civico solo perché uno di loro fa politica contro le Caste e fa il ministro, anzi il vice premier? 

Di Maio azienda, azienda edile, quella che Luigi Di Maio ha annunciato chiuderanno entro l’anno che…è meglio. Buste paga per quei due, tre striminziti dipendenti…striminzite anche le buste paga. Non perché azienda pagasse meno del dovuto e pattuito. Questo mai. Solo che un po’ in busta e un po’ fuori? E allora? Che problema c’è? E che sarà mai?

Qui si attacca, si perseguita, la parola ufficiale adottata da M5S per spiegare è “accanimento”. Lo ripetono tutti  i parlamentari intervistati da tutte le tv. Accanimento! E che non si può, perché mai dovrebbe essere sconveniente prestare il proprio nome alla famiglia, tirar su quattro mattoni fuori casa, buttare un po’ di materiale inutile in un campo? Qui addirittura si colpevolizza il far carte false per riuscire a pagare lo stipendio intero ai dipendenti! Tra quello in busta e quello cash c’era tutto! Che altro si vuole! I contributi tutti, le tasse tutte? Ma qui si esagera, si va oltre ogni misura.

E infatti M5S grida all’accanimento contro Di Maio. Di più e meglio fa Matteo Salvini: “Lo stanno linciando”. Meglio, ancora meglio la frase che segue, sempre Salvini: ” La vita privata va lasciata fuori”. La vita privata? Apprendiamo dunque che fa parte della vita privata tutto l’arco dei comportamenti economici. I contributi, le tasse, i regolamenti, le regole amministrative, edilizie, urbane…tutto vita privata. Insomma, ce lo dice Salvini e quindi deve essere così, i fatti propri, gli affari propri, anche e soprattutto quelli di soldi, sono vita privata. Buono a sapersi, l’hanno messo questo principio anche nel Decreto anti corruzione?

Ma stavolta il primo posto del podio, spiace per Salvini, è tutto per lui, per il premier Conte. Che sapete come ha definito Luigi Di Maio a proposito di azienda Di Maio? Lodevole! Lodevole, ecco la parola con cui Conte ha definito Di Maio a proposito di azienda Di Maio. Il capo del governo si è complimentato. Azienda Di Maio insomma…si arrangiava. E allora? Azienda Di Maio lodata con un timbrato, ufficiale embé di Stato.

Buono a sapersi anche questo la prossima volta che a un imprenditore si contesterà una busta paga un po’ bianca e un po’ nera o magari uno scarico di rifiuti un po’ fuori regola o magari un capannone tirato su un po’ fuori legge o magari una consulenza che non si poteva…Buono a sapersi, per tutti. Anche se non pretenderà proprio le lodi di Conte, ognuno in questi e simili frangenti e casi potrà dire: e allora, che problema c’è?