Di Maio l’onnipotente: “Aboliremo la povertà”. Neanche Gesù Cristo

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 settembre 2018 9:14 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2018 9:14
Di Maio l'onnipotente: "Aboliremo la povertà". Neanche Gesù Cristo

Di Maio l’onnipotente: “Aboliremo la povertà”. Neanche Gesù Cristo

ROMA – Di Maio l’onnipotente: “Aboliremo la povertà” ha comunicato in televisione. Non una televisione qualsiasi, la Rai, Bruno Vespa, Porta a Porta.

Di Maio il misericordioso: “Aboliremo la povertà”. Da marzo 2019 o giù di lì la povertà comincerà ad essere abolita. E, come ha detto Manlio Di Stefano sottosegretario anche lui in missione al governo per conto del popolo,  “gli ultimi saranno i primi”. A Di Stefano deve averla detta così Di Maio il profeta. Altrimenti, l’avesse letta altrove, questa degli ultimi e dei primi Di Stefano non l’avrebbe diffusa, non senza il preventivo visto si dica di Rocco Casalino.

Di Maio il messia, anzi Di Maio il realizzatore in Terra di un mondo mai visto. Nessuno, proprio nessuno nei millenni di storia conosciuta prima di lui, prima di loro. La povertà, questa infame, ha resistito per millenni e millenni. E’ passata sotto e dentro gli imperi, le repubbliche, i villaggi, i castelli, le città, i campi. Ha abitato le tribù, le nazioni, gli Stati. Tutti, sempre. Ma ora è finita. Ora la povertà sta per essere abolita. Primi e finora unici nella storia dell’umanità Di Maio e M5S stanno per abolire la povertà.

Arriva la Manovra del Popolo, questa la denominazione ufficiale data da M5S stesso alla prossima legge di Bilancio. Decreto Dignità, Manovra del Popolo…Per l’abolizione della malattia, tutte le malattie, si stanno organizzando. Ma la povertà è questione di mesi, stanno per farla fuori.

Di Maio l’onnipotente, davvero. Neanche Gesù Cristo quando venne a dare una mano a questo mondo, al mondo che c’era, calcolò e si promise e promise di abolire la povertà. Eppure aveva relazioni…qualcuno scriverà più tardi di un colà dove si puote ciò che si vuole…

Neppure Gesù Cristo ma Di Maio sì. Lui, loro aboliranno la povertà. Adesso, l’anno prossimo. E non è che la frase aboliremo la povertà sia voce dal sen fuggita. No, non è la prima volta che Di Maio comunica che mai prima d’ora. Ha detto che mai prima d’ora nella storia d’Italia un governo si era formato pensando a cosa fare, al programma. Solo lui e Salvini. Ha detto Di Maio che mai prima d’ora ci si era occupati dei problemi. Solo lui e Salvini, prima di loro mai nella storia d’Italia. Va dicendo che i soldi ci sono. Sempre e comunque. E’ solo che mai prima d’ora nella storia d’Italia c’è stato un governo che voleva darli alla gente. Mai. Chissà quindi come è stato in 70 e passa anni dal dopoguerra che si è formato il debito pubblico…

Di Maio l’onnipotente e il misericordioso e anche il poeta. Ha infatti rimuginato una rima e la va ripetendo in ogni dove. Eccola: “Prima i cittadini che i numerini”. Quella rima baciata a Di Maio piace, piace tanto. Dà la misura della sua arguzia fonetica, offre lo spessore dei suoi concetti e letture. Di Maio il sapiente.

Nelle stesse ore, proprio nelle stesse ore, Donald Trump all’Assemblea generale dell’Onu diceva: Io, il meglio e il più di tutti i presidenti americani”. E univa come quasi mai accade l’intera Assemblea, tutti a ridergli di gusto in faccia. Donald Trump il modesto di fronte a Di Maio l’onnipotente. Quando Di Maio ha detto aboliremo la povertà a nessuno è scappato da ridere, in studio e altrove. Aspettiamo tutti, in una forma o nell’altra, i nostri 780 euro al mese.