Di Maio: muoiano parassiti e il loro mondo, sorga l’economia pezzente e lazzara

di Lucio Fero
Pubblicato il 30 luglio 2018 8:16 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2018 8:16
Di Maio: muoiano parassiti e il loro mondo, sorga l'economia pezzente e lazzara (foto Ansa)

Di Maio: muoiano parassiti e il loro mondo, sorga l’economia pezzente e lazzara (foto Ansa)

ROMA – Di Maio…tutti a stare ad ascoltare e misurare, criticare o esaltare il tasso di ruvidezza del Salvini parlante e quindi relativamente pochi davvero attenti alla potenza del linguaggio di Di Maio. Snagliato, Di Maio [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] dice cose più grosse di quelle che Salvini pronuncia. Di Maio è molto, molto…più avanti.

Su quale strada Di Maio si sia avvantaggiato rispetto a Salvini lo si può giudicare dalla parola da Di Maio scelta per definire quelli che c’erano, e ci sono, in Rai prima dei nominati di fresco da Di Maio stesso. Quale parola? Avversari? Inaffidabili? Partigiani? Inadatti? No, nessuna di queste. Di Maio ha scelto e più volte ripetuto, godendo dello sciogliersela in bocca come una caramella, la parola parassiti.

Caso vuole, anzi non è per nulla un caso, che solo pochissime culture politiche e solo pochissimi governi nella storia degli umani abbiano scelto e usato proprio questa parola per definire gli altri da se stessi. Parassiti è stato detto da ministri e capi di Stato e leader e Guide del popolo poche volte nella storia perché parassita contiene ed esplicita un concetto: parassita è nocivo e va eliminato. Eliminato. Parassita è infestante. Va eliminato. Parassita è organismo altro, non ha lo stesso dna. Va eliminato. Parassita è attentato alla salute. Va eliminato.

Bene, questo è quel che Di Maio pensa di chi non pensa come lui. Parassiti. E quindi come rare volte nella storia un uomo pubblico, un uomo di governo invita cittadini (la parte sana del popolo) a trattare da parassiti i nemici del popolo. Cioè gli avversari, mi dissidenti, i non obbedienti, i  non convertiti. Questo è Di Maio, questo vuol essere Di Maio: un purificatore del mondo impuro. Poche volte nella storia, infatti per pensare e dire parassiti degli altri da se stessi occorre il postulato iniziale che gli altri da sé non abbiano a pieno le caratteristiche di cittadini (umani?) e siano dei sub cittadini (sub umani?).

Se e quando non facessero prigionieri…c’è da augurarsi di finir catturati e custoditi da Salvini e non da Di Maio.

Muoiano i parassiti e il loro mondo e sorga…Sorga, nasca, si innalzi, si affermi, viva cosa? Eccola secondo Di Maio l’alba, l’aurora, anzi già il giorno del nuovo mondo.

In effetti comincia già a dispiegarsi: Ilva e Alitalia nazionalizzate, Tav e Grandi Opere annullate e coperte da una tela di Penelope di finte verifiche di costi e necessità, Banche sotto schiaffo del governo, concorsi per prof nella scuola non selettivi (vincono tutti), Istat che fornisce le cifre dopo il visto si stampi del governo, posti di lavoro creati per decreto governativo e fissi nel tempo per volontà sempre di governo…

Un mondo, un’economia, una società dove tutti assunti e pagati dallo Stato. E infatti la Cassa Depositi e Prestiti che deve fare da bancomat al governo. E dove lo Stato non arriva, lo Stato arriva in deficit, paga a debito. Nel frattempo, mentre studia dossier e come Ilva e Alitalia e Tav (cioè perdendo 1,5 milioni al giorno e accumulando danni e penali per miliardi) il governo stermina parassiti taglia vitalizi e aerei di Stato per un risparmio (teorico e al lordo di ricorsi e anche qui penali) di 200 milioni.

Un’economia pezzente e lazzara quella che rimpiazzerà, sta rimpiazzando il mondo dei parassiti. Pezzente nella sua misera comprensione, nella miseria della sua conoscenza di storia, industria, finanza, welfare, produzione, salari…E lazzara nella sua arroganza, nel suo livore, nella non mitigabile violenza della cultura di cui si alimenta.