Di Maio-Salvini chi si somiglia si piglia e il voto prima li fa e poi li accoppia

di Lucio Fero
Pubblicato il 11 maggio 2018 9:47 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2018 9:47
Di Maio-Salvini chi si somiglia si piglia e il voto prima li fa e poi li accoppia

Di Maio-Salvini chi si somiglia si piglia e il voto prima li fa e poi li accoppia

ROMA – Di Maio-Salvini amorosi sensi governativi. Ma è unione civile di necessità o sostanziale affinità politica? [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] Insomma i due si somigliano al fondo delle rispettive culture o sono tra loro diversi e accoppiati solo dall’opportunità politica? Si somigliano, si somigliano…ed è per questo che si pigliano.

Chi si somiglia si piglia dice il proverbio ed è il caso di Salvini e Di Maio. Si somigliano non proprio i due leader che anzi hanno biografie e look tra loro lontano assai. Si somigliano però eccome se si somigliano le ragioni di fondo, le voglie profonde, l’anima vera e le azioni concrete di M5S e Lega.

Entrambi hanno sulle scatole, hanno come nemico, hanno come missione di abbattere quel sistema che in Europa e Nord America si è formato dopo la seconda guerra mondiale. Il sistema dei Parlamenti, dei partiti, della democrazia delegata, della volontà popolare libera ma libera di scorrere dentro gli argini delle istituzioni. Il sistema dello Stato come autorità e garanzia, il sistema del welfare dalla culla alla bara, il sistema del pluralismo culturale e del liberalismo economico, il sistema che metteva al bando perché mai più guerra fosse nazionalismi e sovranismi.

Questo sistema è il nemico sia di M5S che della Lega, questo è ciò che vogliono abbattere o almeno smontare. Certo, una differenza c’è: la Lega di Salvini ha tutto intero il Dna della destra estrema nota in Europa sia nel secolo in corso che in quello passato. E’ destra pura ed estrema ed è orgogliosa di esserlo. Salvini è e lo dice per la democrazia illiberale.

M5S non puoi dirlo destra e tale non si dice da solo. Infatti è qualcosa in più, è movimento anti modernità. La teoria-suggestione secondo la quale la civiltà con il suo corredo di caste corrompe l’innata buona natura dell’individuo, il sospetto verso la scienza, l’idea di una e una sola volontà popolare perché un solo popolo esiste e il resto è traditori e la certezza della soluzione unica e vera e pura di ogni problema e conflitto a portata di mano, solo celata da congreghe di agenti del male. Tutto questo è puro pensiero magico, la traccia riconoscibile del pensiero anti moderno che nasce e si sviluppa come reazione alla Rivoluzione francese e da lì promana.

Certo, una differenza c’è tra M5S e Lega. Ma neanche tanto da marciar divisi e colpire insieme. Marciano paralleli e governeranno insieme senza grandi difficoltà tra loro. Che si andasse a governo M5S-Lega o viceversa è in fondo un come volevasi dimostrare. Anche prima delle elezioni si poteva ipotizzare e prevedere e infatti c’è stato chi lo ha fatto. Dopo le elezioni era lo sbocco naturale del voto, era quella la evidente area della governabilità: il 51 per cento che l’elettorato ha dato a M5S-Lega.

Il voto li ha fatti e ora li accoppia al governo. Va molto di moda l’idea che il governo li ammansirà, che Di Maio e Salvini e soprattutto Lega e M5S una volta al governo diventino forze che governano dentro il sistema. Va molto di moda, anzi va per la maggiore ma è un’idea assai stramba. L’idea che se il 51 per cento vota contro il sistema poi non succede niente al sistema è stramba assai. Sembra la saggezza di chi ne ha viste tante e guarda lontano, è invece la miopia di chi non vede a un passo, il passo del presente.

M5S e Lega governeranno e governando faranno buona parte di ciò che hanno promesso. Abbatteranno la legge Fornero sulle pensioni, introdurranno una sorta di tassa piatta, elargiranno una sorta di reddito di cittadinanza, emetteranno ordinanze anti immigrati, daranno briglia ad un iper giustizialismo vestito da lotta alla corruzione. E sforeranno deficit e debito pubblici, fregandosene della Ue.

Ue che reagirà con moniti e richiami, ma che potrà fare come Ue? Poco o nulla. Ma la reazione ci sarà e sarà: unione bancaria con voi che sforate e ve ne fregate? Anche no. Fondo europeo di protezione in caso di crisi finanziaria? Con voi che sforate e ve ne fregate? Anche no. L’Italia M5S-Lega si disporrà e verrà per così dire mollata in una sorta di autarchia economico-finanziaria. Per semplificarla con un’immagine: la questione non sarà se ce ne andiamo fuori dall’euro ma se dall’euro ci cacciano.

E il resto d’Italia? L’Italia che non è M5S e Lega? L’elettorato conservatore moderato? Non esiste in Italia questa fattispecie se non in piccole dosi. Non esiste più almeno dal tramonto della Dc. La sconfitta elettorale e politica di Berlusconi lo dimostra, come poi Berlusconi fosse un moderato. L’elettorato riformista? Quantitativamente poca cosa e non certo l’elettorato che ama definirsi di sinistra.

Certo per il Pd il restare l’unica opposizione sarebbe pozione in grado di risvegliare i morti. A condizione di saperla bere quella pozione. Ma dai primi accenni non pare, nel Pd sono ancora sideralmente lontani non dal capire ma dal solo supporre di aver perso non perché Renzi (ci ha messo del suo ma non serviva) o perché qualcuno o qualcosa…Hanno perso perché sul pianeta e nello specifico in Occidente la democrazia liberale viene corrosa e demolita ovunque dalla diminuzione di risorse, dalle migrazioni di massa e dalla Rete che ridà corso civile a culture anti democratiche e totalitarie.

Resta loro, qui e ora, la missione che fu dei monaci che salvavano libri, li ricopiavano, custodivano e tramandavano sapere e scienza. Sembra poco, ma qui e ora è l’unica cosa seria da fare.