Diesel e vecchie auto, lamento per valore azzerato: la cultura del che, davvero?

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 ottobre 2018 9:27 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2018 9:27
Diesel 3 e vecchie auto, lamento per valore azzerato: la cultura del che, davvero?

Diesel e vecchie auto, lamento per valore azzerato: la cultura del che, davvero? (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Diesel e vecchie auto e anche tutto ciò che a quattro o a due ruote inquina l’aria perché mosso da motori di vecchia tecnologia. Motori che sputano schifezze nell’aria (la parola più o meno esatta: polveri sottili). Non sono certo i soli motori a farlo. Ma quelli diesel di vecchie auto lo fanno più degli altri. E le vecchie auto lo fanno di sputar schifezze più delle auto nuove o recenti. Per vecchie si intende auto che hanno sulle spalle almeno un decennio, che facciano male all’aria che si respira lo si sa da anni, da sempre.

Lo si sa da talmente tanto tempo che dopo anni e anni e anni di sforamento sistematico dei limiti di inquinamento nell’aria da ieri nelle regioni della Val Padana (Lombardia, Piemonte, Veneto e d Emilia) cominciano ad essere in vigore limiti alla circolazione di diesel vecchi e vecchie auto. Limiti peraltro non totali e spesso abbastanza teorici, traforati come sono da molteplici eccezioni e resi permeabili da controlli che si annunciano…elastici.

Sono anni e anni che di qualcosa del genere si parla. Come cosa necessaria. Come cosa inutile. Come cosa utile ma non risolutiva. Come cosa disperata. Come cosa sacrosanta. Comunque anni e anni che se ne parla. E quindi, ovviamente, siccome sono anni e anni che se ne parla, il cittadino medio, l’utente medio, l’automobilista tipo, l’italiano doc e dop regolarmente dichiara alla tv e al mondo: “Non ne sapevo nulla”. Non c’è miglior disinformato di chi non vuol sapere. E’ l’terna riedizione di chi finge di non sapere, non capire…per non essere arruolato. Il blocco? Questa macchina non può circolare? Non sapevo, mai saputo. Ci si difende così, in massa. Da ogni responsabilità e coinvolgimento nell’applicazione di una regola.

Ma chi insegna, fa da esempio, anche qui da anni e anni, al cittadino medio? Dove affonda le sue radici la cultura, sì la cultura, del che, davvero? Eccole le fondamenta. Un esempio a caso e forse non tanto a caso. Tv, Rai, Maurizio Mannoni, approfondimento giornalistico. Il conduttore pensoso e attento ai bisogni del popolo: “Ma così milioni di proprietari di auto da un giorno all’altro si trovano con un valore azzerato”. Notare il “da un giorno all’altro”. Ripetuto e ribadito. Quando sono anni e anni, probabilmente anche Linea Notte ci avrà fatto sopra negli anni un paio di trasmissioni.

E poi, soprattutto, lo stupore. Ma davvero? Che, davvero? Guardate è l’ammonimento che allo stupore segue, guardate che se si fa una cosa davvero poi succede qualcosa davvero. Cioè, se si misura che diesel e vecchie auto inquinano, se si misura davvero e poi davvero si agisce per fermare o almeno rallentare entrambi, allora finisce che qualcuno davvero non può prendere la macchina. E che davvero i motori diesel si deprezzano ed escono dal mercato. Guardate, è l’allarme e il lamento, che succede davvero.

E il davvero è cosa insopportabile, intollerabile, quasi oscena per una cultura nazionale cui la cultura di sinistra giornalistica ha contribuito assai. Inquinamento? Siamo tutti contro, ci mancherebbe. La lotta all’inquinamento è democratica e progressista, non ci piove. Tutti arruolati. E anche la lotta contro i diesel inquinanti è buona e ottima cosa, tanto più che è pieno di quelli che coi motori che fabbricano ci hanno fatti impicci e imbrogli.

Allora fermiamo diesel e vecchie auto? Ma che, davvero? E mica puoi fermare davvero le auto e le abitudini della gente. E poi, a me chi la ripaga la macchina che valeva cinquemila euro prima anche se era un catorcio e adesso non ne vale la metà? Ma che, davvero fermi la mia macchina? Ma che, davvero per fermare l’inquinamento rompi le scatole alla gente?

E comunque il problema è ben altro…i riscaldamenti casalinghi, le fabbriche, quel che ti pare ma non si comincia certo dalla macchina mia, dalle macchine della gente. E poi perché cominciare da qui? E poi chi l’ha detto che si comincia da qui? E’ fatto così il riformismo all’italiana, soprattutto se democratico e progressista: lotta all’inquinamento e ai diesel ed evviva nuove tecnologie, energie alternative e smart city. Ma senza disturbare nessuno, fare niente per davvero e comunque mica per davvero i diesel veri della gente vera.