Le donne ebree, mussulmane e cattoliche costruiscono un “ponte” a Roma

di Carlo Luna
Pubblicato il 4 settembre 2018 7:29 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2018 18:34
fondazione marco besso

Le donne ebree, mussulmane e cattoliche costruiscono un “ponte” a Roma

Ebree, mussulmane e cattoliche apriranno un dialogo antitradizionalista mantenendo la propria diversità. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il nemico comune è costituito dai gruppi estremisti e conservatori dei tre schieramenti. L’evento è in programma a Roma in Largo Torre Argentina presso la Fondazione Marco Besso, il 6 e 7 settembre. Basta scorrere gli argomenti oggetto di analisi e di dibattito per rendersi conto dell’importanza e della novità del convegno, che ha richiamato l’attenzione di studiosi ed esperti di varie nazioni.

Il programma prevede otto panel a tema. “L’Italia delle donne” sarà illustrata da Livia Turco nel corso del primo panel. E’ stata ministro della Solidarietà sociale nei governi Prodi e D’Alema. In quello successivo Amalia M. Cirio affronterà l’interrogativo “Saffo e le altre: maestre di genere”? In questo panel interverrà Cenap Mustafà Aydin, fondatrice di Moschea Liberale. Il 6 pomeriggio, nel panel dedicato alle donne di scienza,  Manlio dell’Ariccia ricorderà Rita Levi Montalcini mentre Leila El Houssi proporrà il quesito:”Velarsi o non velarsi? La questione femminile nell’Islam”.

Il giorno 7 due dibattiti al mattino su temi indicati da donne celebri che non ci sono più: Nilde Jotti (“E’ necessario cogliere negli altri solo quello che di positivo sanno darci e non combattere ciò che è diverso”) e Rita Levi Montalcini (“Ognuno può essere della religione che vuole: cristiana, musulmana…Io sono della religione laica”). Provocatorio il tema del dibattito successivo imperniato su una frase di Alda Merini:” Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza”. Elisabetta Ruspini, in particolare, farà il punto sulle “donne e dialogo interreligioso”.

Il panel conclusivo comprende gli interventi di Shaharzad Houstshimand (“Una differente presenza di Maria nel Corano e Khadija, prima protettrice del profeta Mohammad”); di Gianna Urizio (“Resilienza e futuro delle donne di Gaza”); Liviana Gazzetta (“Lucy Re Bartlett: femminismo e spiritualità”) e di Mario Pesce (“ L’apporto delle consorelle alle confraternite religiose”).