Ecotassa pasticcio ignorante, taglio pensioni 40% bava alla bocca

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 dicembre 2018 9:47 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2018 9:47
Ecotassa pasticcio ignorante, taglio pensioni 40% bava alla bocca

Ecotassa pasticcio ignorante, taglio pensioni 40% bava alla bocca

ROMA – Ecotassa o, per meglio dire, sistema di bonus-malus gestito dallo Stato tramite il fisco per l’acquisto di auto nuove. Un pasticcio. E non solo e non tanto perché Salvini smentisce Di Maio e Di Maio smentisce Salvini e M5S recita la parte dell’ecologo e la Lega la parte dell’anti tasse. Recite. Pasticcio l’ecotassa auto perché, come molto spesso accade, quelli che al governo e in Parlamento hanno le mani in pasta non sono fornai o pasticceri di mestiere e competenza. Sono pasticcioni. Pasticcioni presuntuosi e ignoranti.

Ignorano ad esempio che ad inquinare sono le auto vecchie già circolanti. Auto che sono molti milioni. Ignorano che il problema dell’inquinamento da traffico su quattro ruote, se lo affronti dal punto di vista appunto del parco circolante, è diminuire il numero di auto vecchie in giro. Quindi mettere un malus sulle auto nuove, una tassa d’acquisto sulle auto nuove, è letteralmente senza senso. Anche perché sono appunto nuove e quindi quasi sempre dotate di una tecnologia meno inquinante.

Per essere chiari: con il meccanismo pensato dai pasticcioni ignoranti la vecchia Panda che sbuffa robaccia dallo scappamento resta in circolazione e la nuova Panda che ne sbuffa molto meno costa 400 euro in più a comprarla. Davvero una grande idea! Ovunque e da sempre quando vuoi favorire lo svecchiamento di un parco mezzi circolante allora per via fiscale premi la rottamazione. Qui no, qui invece si punisce l’acquisto. Il che in fondo, oltre che ignorante, è anche coerente con il luddismo congenito a M5S. Luddismo: determinazione a distruggere ciò che della modernità appare nemico. Ai tempi in cui fu coniato il termine erano operai delle filande contro i telai. M5S oggi lavora più in grande, spazia dalle centrali energetiche alle antenne, arriva ai gasdotti, investe le ferrovie, risale su per stadi e viadotti e gallerie e giunge quindi fino all’automobile.

O forse non è il caso di interpretarli troppo, forse è il caso di stare al concreto: un intervento anti inquinamento da traffico veicolare che lasci intonso il parco auto già circolante è un pasticcio ignorante. Ignorante ancora più che pasticcio.

E il taglio alle pensioni dette d’oro che Luigi Di Maio esibisce come testa tagliata del nemico fino al 40 per cento che cos’è? E’ un pezzo di carne sanguinolenta lanciata al popolo che si suppone voglia vedere appunto il sangue. Ma un pezzo che è…un ologramma. Quaranta per cento di taglio, pensioni d’oro tagliate del quaranta per cento, chissà quanti soldi per il popolo, il popolo ci potrà sguazzare. Ologramma, solo ologramma: sono 23 i pensionati che nella grande purga alla Di Maio si vedrebbero sottratto il 40 per cento.

Chissà se Di Maio lo sa o non lo sa. Ma in fondo non importa. Non importa sia impensabile, improponibile, in alcun modo giustificabile, vessatorio e perfino criminale ipotizzare di sottrarre a qualcuno il 40 per cento del suo reddito. Non importa sia esproprio e non taglio. Non importa, a Di Maio riempirsi la bocca di cosine come “abbiamo abolito la povertà” serve come il respirare. E il 40 per cento,  il togliamo il 40 per cento alle pensioni d’oro è purissima bava alla bocca di un ministro del lavoro che ha una sola competenza. L’ha più volte illustrata lui stesso, eccola per sua bocca: “i soldi ci sono, andiamoli a prendere”.  La competenza del saccheggio, sia quello del Bilancio dello Stato, sia quello del risparmio privato e ora dei redditi alti.

Ma tranquilli, sereni: presto arriverà anche agli altri redditi il saccheggio. Fate un pensierino sull’ultima circolata in area governo: i premi agli statali da pagare in Bot e non in euro. Fatto il pensierino, capito cosa vuol dire?

Son giorni che le Borse crollano come non mai da due anni. Son giorni che Trump fa ogni tipo di guerra economica alla Cina. Son giorni che Parigi brucia e non è un film…qui da noi sono i giorni di Di Maio. Che Natale ragazzi. Ma, diciamocelo, ce lo siamo meritati, ce lo siamo chiamati.