Di Maio eroe di cartapesta, ha la squadra di governo ma…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 23 febbraio 2018 12:41 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2018 12:42
Governo Di Maio non ci sarà mai

Luigi Di Maio, candidato premier del M5s

ROMA – “Di Maio dice di avere pronto il suo governo. Che non andrà mai in carica. Nell’attesa espelle i suoi stressi candidati” scrive Giuseppe Turani su Uomini & Business.

Devo confessare che ogni volta che vedo Di Maio nei telegiornali mi prende un magone di quelli tosti. E’ sempre più magro, sempre più presidenziale. Stretto nei suoi abitini su misura, i capelli cortissimi e un’aria molto impegnata. Mi prende il magone perché è come un attore che continua a fare le prove di uno spettacolo che non andrà mai in scena. O come un amante da anni impegnato in preliminari che non si concludono mai.

Adesso ha annunciato che ha pronta la lista del futuro governo, da lui presieduto naturalmente. E il film è sempre lo stesso: il mare che non navigammo, la ragazza che non conquistammo, l’amore che non trovammo.

Infatti il governo di Di Maio non ci sarà mai. E non soffrirà nessuno. Dalle indiscrezioni dei giornali questo governo-fantasma è già famoso per tutti quelli che hanno detto di no. Di importante, esperto, di valore, non c’è nessuno. Si tratta della solita macedonia a cinque stelle, del solito circo a tre piste, un po’ di gente raccattata qui e là.

D’altra parte, tutto sta un po’ crollando intorno a questo attore sfortunato. La famosa onestà è andata a farsi benedire. Indagati, riciclati, massoni. Al punto che molti, che saranno sicuramente eletti, hanno dovuto essere espulsi ancora prima delle votazioni perché chiaramente impresentabili. Del famoso programma elettorale è meglio non parlare, zeppo di scemenze senza senso. Adesso, per dirne una, l’Europa gli va bene. Del reddito di cittadinanza non parlano più. E così via.

In compenso si lanciano anche i 5 stelle nella gara a chi le spara più grosse. L’ultima è del genio Toninelli (ignoto ai più) che propone luce e gas gratis per tutti gli italiani.

Purtroppo, questa insalata davvero impresentabile prenderà un sacco di voti e quindi molti di loro finiranno in parlamento. Non saranno in grado di decidere niente, ma potranno dare molto fastidio.

E il Di Maio, con la sicurezza di chi sa che tanto non se ne farà niente, annuncia che faranno appunto questo governo, chiedendo agli altri partiti di sostenerlo per il bene del paese. E, scemenza sulle scemenze, dice che una discriminante sarà l’abolizione della norma per cui si è eletti “senza vincolo di mandato”. E una fissazione di Grillo, una delle persone più ignoranti in politica del pianeta. Quindi bisogna spiegare al povero Di Maio che la norma sta in Costituzione e per toglierla si deve avviare un processo di revisione costituzionale. Inoltre, bisogna anche spiegargli che si tratta di una norma che sta alla base di ogni decente democrazia. Se la togli, ogni Parlamento diventa una banale e inutile assemblea di automi agli ordini dei rispettivi capi-partito, una s.r.l. privata nel caso di Di Maio.

Ma Di Maio continua la sua piccola recita. Al giornale “Il mattino” di Napoli non ha risposto a domande scritte, sostenendo che lui è un candidato premier (sua invenzione, non è previsto da nessuna norma) e che quindi risponderà dal governo. Giustamente, il giornale napoletano ha pubblicato le domande e poi spazi bianchi.

Mi viene il magone perché è un povero figurante, come la Raggi a Roma, scelto solo perché i geni del marketing della Casaleggio pensano che un giovanotto napoletano, ben lucidato e ben vestito, possa fare colpo sulle masse.

Non sa, il Di Maio, che il 5 marzo cesserà di essere utile e quindi verrà ritirato. Insomma, ha una data di scadenza, come gli eroi di “Blade runner”, o gli yogurt.