Elezioni 2018. Sinistra da salvare? Mai stata così sana. Nonostante il sabotaggio del referendum. Vediamo il 4 marzo

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 20 febbraio 2018 6:25 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 2:18
elezioni 2018. Sinistra da salvare? Mai stata così sana

Foto Ansa

ROMA – “Sinistra da salvare” è il tema che va di moda di questi tempi. Ne ha scritto Massimo Giannini, su Repubblica, nota Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. La sinistra si sta riducendo alla ridotta appenninica. Per il resto dominano populismo di destra e di sinistra e in questa morsa la sinistra muore. Bisogna rifarla, un po’ tornando alle origini, sembra di capire (ma non si è chiarissimi su questo punto).

E qui sembra di essere in un manicomio o in un asilo infantile. O di fronte a una lettura interessata, capovolta. Si dà per scontato, cioè, che la sinistra sia già morta e che l’unica cosa da fare sia riesumare il cadavere di quella novecentesca. E così si trascurano molti fatti:

1- Male che vada, il Pd e i suoi alleati arrivano al 30 o molto vicini. Si tratta di un terzo dell’elettorato. Proprio morti non si direbbe.

2- L’Italia è stato il primo paese in cui si è tentato il passaggio da una sinistra vecchia, consunta, novecentesca a qualcosa di più moderno, cioè una sinistra liberal-democratica. Persino Macron in Francia è arrivato un po’ dopo.

3- Ma questo passaggio ha trovato contro uno schieramento della vecchia sinistra (di cui quelli che oggi si lamentano sono stati i portabandiera e in portavoce). Hanno fatto qualsiasi cosa per impedire che il “nuovo” venisse al mondo, compresa la farlocca inchiesta Consip e altro ancora, per non parlare della vicenda Banca Etruria. Tutte le armi sono state usate per impedire che il “nuovo” si facesse strada. Come dimenticare l’allegra accozzaglia che ha affondato il referendum costituzionale che sarebbe stato l’atto di nascita di una sinistra, e un paese, nuovi.

4- Insomma, prima hanno fucilato un importante rinnovamento politico, adesso piangono sulla sinistra che rischia di non esserci più. Ci si domanda se siano pazzi o solo con il cervello all’ammasso.

5- Nell’allineare le loro fosche previsioni, dimenticano almeno un paio di cose. La prima è appunto che la sinistra (intesa come Pd e alleati) è così morta che male che vada prenderà un terzo dei voti. Ma dimenticano anche di dire che il centro destra oggi esistente (e impersonato da Berlusconi) è qualcosa di una fragilità e provvisorietà mai viste. Se c’è qualcosa che rischia di non mangiare il panettone è questo centro destra, da Berlusconi alla Meloni. Non sono d’accordo nemmeno su quanto zucchero mettere nel caffè.

6- Poi ci sono i 5 stelle, fino a ieri cantati come i paladini dell’Italia che cambia da questi che oggi piangono sul destino tragico della sinistra. Non è chi non veda come anche i grillini siano sullo sfasciarsi. Se non vanno al governo questa volta, e  non ci andranno, non possono reggere altri cinque anni all’opposizione a far niente. I singoli deputati si terranno tutti i soldi, se ne sbatteranno di Di Maio e di Grillo, della dieta vegana e dei rimborsi, penseranno soprattutto alla vecchiaia.

7- Lo scenario è quindi esattamente l’opposto rispetto a quello immaginato da Giannini e dai suoi amici. C’è una “nuova” sinistra che regge, e bene, e che di fronte ha due schieramenti di destra occasionali e provvisori. In più questa sinistra non-morta ha anche qualche idea non banale e gode di un certo prestigio in Europa, dove invece Salvini, la Meloni, Di Maio e Casaleggio sono stimati per quel che sono. Irripetibile.

8- Una volta chiesero a  Reagan perché fosse sicuro di una vittoria americana sull’Urss e lui rispose: “Perché noi abbiamo l’Ibm e loro no”. Ecco, questa sinistra, data per morta il 4 marzo, ha i Padoan, i Calenda, i Minniti, i Gentiloni. E persino Renzi. Gli altri possono contare su vecchi venditori di pubblicità di Mediaset o su ragazzi raccattati via web nei vicoli.

Chi non muore si rivede, buon 4 marzo.