Elezioni, gli impresentabili. Ma trovalo chi si candida senza voglia predatoria

Pubblicato il 15 Maggio 2015 13:38 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2015 13:45
Elezioni, gli impresentabili. Ma trovalo chi si candida senza voglia predatoria

Foto d’archivio

ROMA – Ancora stamane la documentata e fondata predica di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, predica contro “La questione morale in periferia”. Insomma predica, giustificata e fondata, contro i candidati impresentabili nelle liste per le elezioni regionali del 31 maggio. Contro i i candidati impresentabili, contro chi li presenta, contro chi li accetta, contro chi non sbarra loro la strada anche se sono non nella sua lista ma in quelle vicine. Predica dal pulpito della stampa, predica che arriva dopo altri predicatori sullo stessa materia, predica che coglie costumi e ddenuncia fatti reali. Bella predica, ma pur sempre solo e soltanto predica.

Perché l’ottimo Stella oggi e altri come lui ieri e domani nel predicare non arrivano a tener conto davvero di come razzolano, non loro, ma gli svariati segmenti e attori della cosiddetta società civile. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, proprio l’altro giorno ha coniato la formula di “intento e cultura predatorie” che sembrano essersi impadronite di vasta parte del nostro agire pubblico e privato. Ecco, di fronte ai candidati impresentabili, di fronte alla costante insopprimibilità di candidature più o meno impresentabili in tutte le liste o quasi, la domanda, l’oggetto di indagine dovrebbe essere quanta e quale “voglia predatoria” c’è nella società civile.

Se, come tutti constatano e lamentano, questa volontà predatoria è diffusa e quasi dominante, perché mai non dovremmo ritrovarla tra quelli che vanno a fare politica, soprattutto a livello locale? I candidati impresentabili sono spesso l’immagine riflessa nello specchio della politica della società detta civile. Non solo, la scelta della politica come mestiere caratterizza un tipo umano e sociale che al giorno d’oggi assorbe, concentra, catalizza proprio quella volontà predatoria. Per dirla tutta come non si usa dire: ma dove lo trovi oggi uno che va a fare politica senza “voglia predatoria”? Difficilmente lo trovi, ammesso che lo cerchi. Non sono, non saranno necessariamente ladri, però interpretano la politica come accaparramento e gestione del denaro pubblico. Quindi è facile che nella loro vita elaborino curriculum e meritino la definizione di candidato impresentabile.

Senza dimenticare poi che i candidati impresentabili non di rado risultano alla fine i più votati dalla gente. Perché, guai a dirlo, è pieno di pecore nere e grigie impresentabili nella casta, nella politica, nelle liste. Ed è vero che nessuno le caccia davvero i impedisce loro di stare nel gregge. Ma è anche vero che impresentabile è gran parte del gregge, quindi candidati impresentabili sì, ma impresentabili a chi?