Elezioni francesi e caso Italia: destra moderata batte quella estrema. Sinistra…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 23 Marzo 2015 13:22 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2015 13:22
Elezioni francesi e caso Italia: destra moderata batte quella estrema. Sinistra...

Nicolas Sarkozy (foto Lapresse)

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato su Uomini & Business un articolo intitolato “Elezioni francesi e caso Italia”. Turani parte dalle elezioni amministrative in Francia e prova ad applicare alcuni principi validi per il Paese transalpino, provando a trasferirli per l’Europa e l’Italia. I principi sono: una destra moderata (Sarkozy) può ancora vincere, l’estrema destra (Le Pen) si fermerà sempre prima della vittoria, la sinistra che non mantiene le promesse (Hollande) è alla lunga perdente. BlitzQuotidiano vi propone l’articolo integrale:

Il senso delle elezioni amministrative in Francia è chiarissimo. E si può dividere in tre parti:

1- Una destra non forcaiola e abbastanza decente (Sarkozy) riesce a conseguire risultati molto importanti e addirittura a diventare il primo partito. Non è un segnale da poco perché dice che per i moderati in Europa si vanno aprendo spazi interessanti.

2- La destra becera, anti-euro, populista ha un discreto successo, ma non riesce a sfondare. Tutto ciò lascia immaginare che non avremo la signora Le Pen presidente della Francia. E nemmeno grullo in Italia. Questi movimenti populisti, anti-euro, grosso modo hanno il 20 per cento di consensi fra la popolazione più arrabbiata e delusa. Ma più in là non vanno. Sono fastidiosi, ma non rappresentano un reale pericolo per nessuno.

3 – Più complesso è il ragionamento che riguarda la sinistra. Quando essa diventa illogica, populista a sua volta, può anche capitare che vinca le elezioni (come è successo in Francia con Hollande), ma poi si spegne. E per una ragione molto semplice: la gente, alla fine, vuole vedere delle soluzioni e non solo delle promesse.

Fa riflettere, insomma, che un partito con la tradizione dei socialisti francesi debba soccombere davanti a una signora Le Pen e a uno che si pensava già scomparso come Sarkozy.

Il che ci riporta al solito problema: una certa sinistra perde (come in Italia quelli a sinistra del Pd) quando non sa proporre cose ragionevoli e fattibili. Landini può anche pensare che sia una buona idea promettere di abbassare l’età pensionabile. Ma tutti sanno che, semmai, si andrà nella direzione opposta. E tutti sanno che, comunque, non ci sarebbero i soldi.

Quando si propongono grandi investimenti pubblici (finanziati in debito) si dimentica che questo povero paese ha già più di due mila miliardi di debiti. E quindi, a parte il rischio che si corre a farne altri, c’è anche il caso che non si trovino facilmente prestatori di denaro, se non a interessi altissimi.

E quindi si scopre che il problema è sempre il solito. Se l’Italia non vuole ammazzare la poca ripresa che c’è deve fare, subito, un grosso taglio della spesa pubblica e, contemporaneamente, tagliare le tasse in misura tale che i cittadini si rendano conto che le loro imposte sono diminuite e che non torneranno mai più ai livelli di prima. Tutto ciò, però, va fatto molto in fretta. Meglio sarebbe prima dell’estate.