Esclusi nel 1938: 9.000 dalle scuole. Non italiani. 2018: 1,6 mln esclusi. Non italiani

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 24 settembre 2018 9:21 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2018 10:26
Esclusi nel 1938: 9.000 dalle scuole. Non italiani. 2018: 1,6 mln esclusi. Non italiani

Esclusi nel 1938: 9.000 dalle scuole. Non italiani. 2018: 1,6 mln esclusi. Non italiani

ROMA – Esclusi. Esclusi nel 1938. Era il settembre 1938, per l’esattezza il 5 di settembre di quell’anno. E una decisione del governo italiano di allora rese ufficiale l’espulsione, l’esclusione dalle scuole e Università e Accademie italiane di 448 professori universitari, 727 accademici, 279 presidi e docenti e circa settemila alunni. Esclusi perché non italiani. Non italiani puri e veri secondo il governo, la legge e anche la pubblica opinione dominante. Esclusi perché non italiani puri e veri, questa la motivazione di fondo. Esclusi perché ebrei, quindi non italiani. Anche se in Italia vivevano, lavoravano, parlavano, studiavano, amavano, morivano. Non erano secondo il governo e la gente di allora italiani veri e puri gli ebrei, quindi andavano esclusi.

Esclusi. Esclusi nel 2018. E’ il settembre del 2018 e c’è in giro grande e diffusa contrizione pubblica e ufficiale per l’esclusione dalla vita civile, per la morte civile decretata agli ebrei italiani 80 anni fa. Esclusi nel 2018, in una comunicazione di intenzioni governative del governo 2018, un milione e seicentomila circa. Esclusi dal reddito di cittadinanza che verrà.

Sono clandestini? No. Sono irregolari? No. Sono criminali? No. Sono truffatori? No. Sono un milione e seicentomila dei cinque milioni di poveri che il reddito di cittadinanza deve andare a soccorrere. Soccorrere d’urgenza secondo Di Maio. La prima urgenza secondo Di Maio. Ma un milione e seicentomila vanno esclusi. Perché non italiani. Anche se in Italia magari sono nati, vivono, abitano e italiano parlano, studiano, pensano. Ma per il governo e la gente di oggi vanno esclusi. Non sono italiani. Sono stranieri. Stranieri prima che poveri. Stranieri prima che residenti. Stranieri prima che immigrati regolari e in regola.

Tra il 1938 e il 2018 tutto è diverso, ci mancherebbe. Una cosa però è identica, quasi una goccia d’acqua. Allora apparve, al di là delle ricostruzione postume pietose nel velare la realtà, alla gente, alla brava gente italiana assolutamente naturale, ovvio. Ovvio e naturale apparve escludere gli ebrei, i non italiani veri e puri. Praticamente nessuno fece un fiato, né tra i ceti dirigenti né tra il popolo. Nessuno fece un fiato, molti applaudirono, tutti acconsentirono più o meno. Era ovvio escludere i non italiani puri e veri, quale poteva essere il problema, che problema c’era?

Oggi escludere i residenti stranieri, gli immigrati regolari stranieri appare ai governanti e ai governati, a Salvini e a Di Maio e alla gente naturale, ovvio, logico, scontato. Nessuno o quasi fa un fiato, più d’uno plaude. Ai più appare normale, assolutamente normale. Qual è il problema, che problema c’è ad escludere perché non italiani veri e italiani al 100 per cento? Non c’è problema. Come non ce ne fu nel 1938.