Euro, Savona ha ragione: non c’è piano per uscire. Per farci cacciare però sì. Cigno nero? Ce n’è due

di Lucio Fero
Pubblicato il 11 luglio 2018 11:10 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2018 11:10
Euro, Savona ha ragione: non c'è piano per uscire. Per farci cacciare però sì. Cigno nero? Ce n'è due

Euro, Savona ha ragione: non c’è piano per uscire. Per farci cacciare però sì. Cigno nero? Ce n’è due

ROMA – Euro, Savona ha ragione: non c’è piano italiano per uscire dalla moneta della Unione Europea. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Paolo Savona, non ministro dell’Economia proprio perché pubblico sostenitore della opportunità/necessità di sfilarsi dall’euro, oggi è ministro di altra denominazione e competenza. Però sempre di quello si occupa e sempre di quello gli chiedono. Quindi Paolo Savona è andato in Parlamento e pari pari ha detto: non c’è un piano italiano per uscire dall’euro. Però bisogna stare pronti…

Pronti e preparati a che? Savona gentilmente ha spiegato: pronti e preparati a che qualcun altro decida per noi. Decida per noi in che senso? Prima Savona l’ha buttata sul generale: “Preparati al Cigno Nero”. Dicesi Cigno Nero, soprattutto in economia, l’anomalia che nessuno aveva previsto, la rarità inaspettata e imprevedibile. Ora, a parte la contraddizione in termini del prepararsi e prevedere l’imprevedibile, chi o cosa è il Cigno Nero cui va il pensiero e la preoccupazione di Savona?

Savona è rimasto su questi toni e rimandi da aruspice che chiaro vede ma chiarissimo non può parlare. Sulla stessa tonalità cumana (tonalità veggente non dialettale) poche ore dopo Luigi Di Maio: non c’è un piano italiano per uscire dall’euro. Ma…

Beh, quel ma non è tanto ascoso e imperscrutabile come sembra. Anzi, è un ma facile facile da mettere in luce e in chiaro. Il governo e i ministri e la maggioranza e il Parlamento in carica e i partiti e i leader dominanti dicono il vero, il verissimo quando dicono di non avere un piano per uscire dall’euro.

Un piano però ce l’hanno ed è quello di farci cacciare dall’euro. Se comunichi agli altri Stati, governi, Parlamenti e contribuenti ed elettori europei con cui condividi la moneta che vuoi raddoppiare il deficit (da sotto 1,5% del Pil a quasi 3 per cento) per tre anni, che vuoi fuori dal conteggio del deficit gli investimenti (tipo nazionalizzazione Ilva e Alitalia?), che vuoi la mutualizzazione europea del debito pubblico che così facendo ti si allarga…Se comunichi che tu nell’euro ci vuoi stare e restare ma a condizione che tu firmi cambiali con la garanzia degli euro degli altri, il piano è chiaro e coerente: farsi cacciare dall’euro.

Questo è il piano. Se direttamente interrogati e non pubblicamente auditi Savona e Di Maio ti direbbero che il piano è più scaltro: mettere gli altri di fronte al bivio. Il bivio: l’Italia la cacciamo dall’euro con tutto il disastro economico che ne consegue non solo in Italia, oppure ingoiamo tutto quello che l’Italia ci chiede/impone? Mandiamo tutto all’aria o mandiamo giù il rospo? Gli scaltrissimi Savona e Di Maio danno per certo che gli altri in Europa ingoieranno. Ed è infatti proprio qui che il piano diventa perfetto: per farci cacciare dall’euro non c’è di meglio che dire agli altri europei: non potete fare a meno di noi, quindi pagateci i debiti. Ha ragione Savona: non è che l’Italia lavora a uscire dall’euro, lavora a farsi cacciare dall’euro.

Ma non ci voleva per porre in concreto euro sì, euro no, ci cacciano, non ci cacciano, ce ne andiamo, non ce ne andiamo l’improbabile, eccezionale, raro Cigno Nero? Nessun probema al riguardo: di Cigno Nero ne abbiamo ben due. Uno siede alla sinistra e l’altro alla destra della sedia quasi vuota del presidente del Consiglio. Uno governa le frontiere, le strade, le case, i porti, i mari, il sangue, la famiglia, parla da papà degli italiani, rosario in mano ci spiega che gli italiani prima del resto del mondo. L’altro governa il lavoro, le fabbriche, gli uffici, le pensioni, gli stipendi, i redditi, il welfare…ci spiega, anzi è sicuro che in natura e tra gli umani tutto si distribuisce e nulla si produce. Cigno Nero? Con Salvini e Di Maio ne abbiamo ben due: la profezia di Savona marcia sulle gambe degli uomini in carne, ossa e voti.

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