Europee 2019. E’ campagna elettorale…quindi bugia libera al cubo. E pare funzioni

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 15 maggio 2019 10:18 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2019 10:18
Elezioni Europee 2019. E' campagna elettorale...quindi bugia libera al cubo. E pare funzioni

Europee 2019. E’ campagna elettorale…quindi bugia libera al cubo. E pare funzioni (foto Ansa)

ROMA – Europee 2019, si vota il 26 maggio. Ed è quindi campagna elettorale. Ma questa non è solo una ovvia circostanza del calendario politico. La frase “è campagna elettorale” è anche e soprattutto la frase che giustifica, spiega, assolve, motiva ogni insulto, bugia, balla, esagerazione, errore, sceneggiata, bufala e minaccia messi in campo dalla politica e dai suoi leader.

E’ campagna elettorale e quindi bugia libera al cubo, così ci spiega un giorno sì e l’altro pure Mentana dal suo Tg (l’ultimo e l’unico telegiornale a raccontare la politica, gli altri sono la buca delle lettere o se preferite l’indirizzo wathsapp in cui i partiti recapitano tonnellate di frasi fatte e giaculatorie recitate). E’ campagna elettorale ci spiegano dai quotidiani gli osservatori politici e quindi tutto va letto in questa “chiave” altrimenti non si capisce perché i partiti e i loro laeder danno di matto. E’ campagna elettorale ci dicono quelli che sanno e ripetono quelli che non sanno (in realtà c’è poco da sapere per entrambi) e quindi è come carnevale, ogni mascheramento e trucco di immagine vale.

E’ campagna elettorale, non è tempo normale, quindi quel che viene detto, promesso, rinfacciato, minacciato, escluso…non va preso troppo sul serio. Questo il messaggio da tutti trasmesso, comunemente accettato, diventato canone dell’informazione politica e luogo comune della chiacchiera politica.

A parte che da noi è sempre campagna elettorale e quindi il cosiddetto tempo normale di fatto non esiste…A parte l’assoluta e totale specializzazione professionale delle forze politiche nessuna esclusa, è cioè proprio quella di saper fare solo e soltanto campagna elettorale, tanto da continuare a farla anche quando si è al governo (con simmetrica incapacità e orrore del governare davvero)…

A parte questo paio di cosette non indifferenti nella nostra vita pubblica, lo spiegare il tutto con la frase è campagna elettorale, a pensarci sopra appena un po’, suppone e dà per scontato che i destinatari della campagna elettorale, i cittadini elettori, siano alquanto e stabilmente fessi.  Fessi e impressionabili. Neanche con chissà quali nuovi e meravigliosi effetti speciali. Basta recitare ire funeste, atteggiarsi a guerrieri con spade di carta, fare insomma casino e rumore e la gente (ognuno la sua) il voto te lo dà. Anzi il voto la gente te lo dà più volentieri se sceneggi e reciti: questo assioma, questa regola accettata e spiegata suppone al fondo che la gente non capisca nulla. E che quindi vada sottoposta bau bau continui oppure portata per i fondelli tra finte grida di giubilo o scandalo.

E il bello è che questo lo si dà per scontato e per ovvio, che l’elettore vada trattato come un deficiente almeno quanto a capacità di scelta e giudizio in materia di vita collettiva. Il cittadino elettore capace molto di volere e per nulla capace di intendere è il must, il comandamento, la certezza, la bussola della politica italiana. E neanche la cosa viene nascosta, tutt’altro. Berlusconi ai tempi disse: l’elettore…un alunno di seconda media e neanche di quelli al primo banco. Quelli venuti dopo in politica e al governo, sui social e nei talk show e anche nei giornali e in tv  l’elettore in quanto cittadino capace di intendere l’hanno retrocesso alle elementari. E lo dicono anche chiaro, infatti in campagna elettorale è bugia e sceneggiata libere al cubo.

E pare proprio che alla fine in fondo funzioni. Funzioni trattarlo così il cittadino elettore: da capacissimo di volere e più che incapace di intendere.