Clima e rinnovabili, gli errori della sinistra. Ma per i giovani un futuro di studio e lavoro

di Fedora Quattrocchi
Pubblicato il 3 Ottobre 2019 6:21 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2019 0:26
Clima e rinnovabili, gli errori della sinistra. Ma per i giovani un futuro di studio e lavoro

Alcuni giovani manifestano per l’ambiente (foto ANSA)

Effetto serra, si scende in piazzza ma si parla e si discute senza troppa cognizione di causa. C’è chi parla di piantare alberi. Ma la riforestazione è una “remediation” ai cambiamenti climatici estremamente lenta e con pochissima capacità di abbattimento dei Gas Serra, rispetto ad altre tecnologie che peraltro vengono regolarmente insegnate nelle Università in Italia. Ci sono invece tecnologie di abbattimento delle emissioni Serra potentissime che non portano voti ai politici “dedicati” all’ambiente ed ai cambiamenti climatici. 

Dobbiamo essere consapevoli che le energie cosiddette rinnovabili, quali solare ed eolico, hanno una bassissima capacità di produzione elettrica. Soprattutto hanno una bassissima densità energetica normalizzata alla CO2 evitata in atmosfera ovvero nel tempo e nello spazio (MWh). Queste variabili intensive spazio-temporali non son considerate purtroppo dalle “fondazioni” politiche e politicizzate, che però condizionano il numero di corsi di insegnamento di altre tecnologie di remediation dei cambiamenti climatici. 

Il risultato è devastante per il clima. Ovvero la CO2 continua a salire inevitabilmente. Vengono del tutto o quasi ignorate tecnologie molto potenti contro i gas serra dei grandi impianti industriali come ad esempio la cattura e stoccaggio di CO2, come mirabilmente spiega l’Enciclopedia Treccani.

Parlavo di fondazioni: sono responsabili, per motivi che sarebbe opportuno approfondire, di una deformazione del quadro di riferimento che ha portato a una normativa in base alla quale gli incentivi sono basati sulla installazione delle rinnovabili e non sul MWh elettrico prodotto. Questo ha creato una pletora di piccoli installatori –  portatori di voti – ovvero installatori di impianti di rinnovabili non necessariamente attivi/funzionanti visto che il premio/incentivo da legge va alle devices solari ed eoliche installate e non al prodotto ultimo; ovvero l’energia elettrica prodotta nel tempo e nello spazio/CO2 evitata. Questo, purtroppo, va messo in conto soprattutto alla sinistra. Che il territorio delle energie rinnovabili confini spesso con quello della illegalità lo conferma la magistratura, con pesanti sentenze.

Un’ultima nota destinata ai giovani, che scioperando per il clima sembrano voler dimostrare di avere a cuore l’ambiente in cui viviamo in misura superiore alle passate generazioni.
Suggerisco a questi giovanissimi di dimostrare in concreto il loro interesse non solo disertando le lezioni ma anche iscrivendosi a facoltà come geologia, ingegneria ambientale e territorio, ingegneria energetica. 

I nostri ragazzi se bravi e studiosi trovano lavoro con queste scelte ancor prima di laurearsi, soprattutto se scelgono discipline ingegneristiche. Non si facciano accecare da facoltà quali “Scienze delle comunicazioni” per “comunicare” qualcosa sulla lotta ai cambiamenti climatici prima ancora di aver studiato la parte scientifica del problema.