Marchionne decennio e i piani Fiat per fare soldi e auto

di Salvatore Gatti
Pubblicato il 30 Gennaio 2013 16:16 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2020 9:22
Fiat: il segreto del successo di Marchionne? Il calvinismo

Fiat: il segreto del successo di Marchionne? Il calvinismo (LaPresse)

Qual è la chiave del successo dell’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne? Lo dice lui stesso con un suo aforisma: “Abbiamo investito nel mestiere con una disciplina quasi calvinista“.

E infatti, nonostante la crisi del settore automobilistico, il gruppo Fiat ha chiuso il bilancio 2012 con un utile netto di 1,4 miliardi di euro, superiore alle attese degli analisti. Ma come è arrivato a questo risultato il manager italo-canadese Marchionne? Vediamo.

Il 16 maggio del 2003, Sergio Marchionne entra a far parte del consiglio di amministrazione di Fiat Spa, chiamato a questo primo incarico da Umberto Agnelli. Sono passati quasi dieci anni da allora: il 2013 è il decennale del fondamentale intervento di Marchionne nell’arcipelago Fiat. È tempo di tracciarne la storia, punto per punto, e di fare un sia pur rapido bilancio, basato sui fatti.

Figlio di un maresciallo dei Carabinieri di origine abruzzese, è nato a Chieti il 17 giugno del 1952. È un dirigente d’azienda italiano naturalizzato canadese. Possiede la cittadinanza del Canada dove si è trasferito all’età di quattordici anni. Lì studia, lì va all’Università: una laurea in legge, un Master in Business Administration, poi studia filosofia. E lavora presso varie società tra cui la Deloitte Touche: il ricco curriculum è troppo lungo per poter essere riportato. Fatto sta, che diventa uno dei più stimati manager svizzeri allorché diventa, nel 2002, amministratore delegato del gruppo Sgs di Ginevra, leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, un gruppo forte di 55 mila dipendenti in tutto il mondo.

Poco dopo, il salto in Fiat, appunto nel 2003, come consigliere di amministrazione del Lingotto. E da quella tranquilla postazione può studiare tutto il pianeta Fiat: “Un sistema che era ripiegato su se stesso”, dice oggi Marchionne e aggiunge: “Eravamo isolati dal resto del mondo”. Poi, la sua carriera è rapidissima: il 1° giugno 2004 viene nominato amministratore delegato del gruppo Fiat. Nel 2005 assume anche la guida della Fiat Auto, oggi Fiat Group Automobiles. Da aprile 2006 è presidente di Cnh, azienda che opera nel settore delle macchine agricole e per le costruzioni. A giugno 2009 assume la carica di amministratore delegato del gruppo Chrysler. A maggio del 2010 entra a far parte del consiglio di amministrazione di Exor Spa. Ricopre inoltre la carica di presidente di Fiat Industrial Spa a partire dal gennaio del 2011, in seguito alla scissione in due del gruppo Fiat. E, con la Chrysler, acquisita inizialmente per un 20 per cento delle azioni da parte del gruppo Fiat, comincia la parte più rilevante della sua carriera.

Al di là dei freddi acronimi che la Fiat utilizza nei suoi documenti ufficiali (ad esempio Emea: Europe, Middle East, Africa) possiamo man mano individuare le aree note nelle quali si è stratificata, nel decennio di Marchionne, la multinazionale torinese.