Finanza: da Wall Street a Mosca, il mondo nella tempesta

di Filippo Diododvich
Pubblicato il 17 Dicembre 2014 6:21 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2014 2:19
Finanza: da Wall Street a Mosca, il mondo nella tempesta

Finanza: da Wall Street a Mosca, il mondo nella tempesta

ROMA – Filippo Diododvich ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business col titolo “Mercati azionari statunitensi in rosso”.

Le piazze azionarie statunitensi non riescono a rimanere per troppo tempo in territorio positivo. Dopo un avvio in crescita grazie anche alle brillanti cifre macroeconomiche sulla produzione industriale, sono aumentate le vendite ancora sulla scia del preoccupante andamento del greggio e della conseguente crisi russa.

Il Brent (benchmark internazionale) aveva mostrato una reazione dai minimi segnati nelle contrattazioni asiatiche a 60,30 dollari al barile fino a 63,20 in prima mattinata ma per poi tornare a evidenziare il classico andamento ribassista registrato negli ultimi 3 mesi. Al momento si attesta attorno a 61,40 sui minimi di venerdì scorso.

I mercati non hanno dato particolarmente peso al brillante dato sulla produzione industriale risultato ben superiore alle aspettative fissate dal consensus.

Riteniamo che gli operatori stiano attendendo la seduta di mercoledì quando saranno comunicate le cifre sull’inflazione USA e si terrà il meeting del FOMC, braccio operativo della Federal Reserve. Nonostante le brillanti cifre macro annunciate negli scorsi giorni (mondo del lavoro, indici di fiducia, vendite al dettaglio) i membri votanti del FOMC sono intenzionati a valutare l’andamento dell’inflazione dopo il pesante calo degli energetici.

I rischi di forte rallentamento della crescita dei prezzi sembrano essere l’ultimo ostacolo per un cambio di rotta radicale in politica monetaria da parte della commissione operativa (tempistiche sul rialzo del costo del denaro negli States). Da seguire con particolar attenzione anche le parole del governatore della FED, Janet Yellen, nella conferenza stampa successiva alla scelte di politica monetaria, dove saranno rese note le stime aggiornate su inflazione e crescita.

Russia sempre più in ginocchio

La Banca Centrale di Mosca e il Cremlino non riescono a frenare la speculazione sul rublo. La divisa russa mostra oggi il più importante ribasso degli ultimi anni (oltre 8 punti percentuali contro euro e dollaro). Il continuo calo delle quotazioni del greggio ha messo in forte allarme la stabilità finanziaria del paese. In un report odierno dell’istituto centrale sono state riviste al ribasso le stime sul prodotto interno lordo. il PIL 2015 è stimato scendere del 4,5%-4,7% tenendo conto di un prezzo del petrolio a 60 dollari al barile.

La caduta del rublo è particolarmente preoccupante. L’euro/rublo ha superato quota 78, il dollaro/rublo 63. La svalutazione nelle ultime 4 settimane è quasi pari al 50%. Ci aspettiamo nuovi interventi della banca centrale per bloccare il deflusso di capitali e i rischi di iperinflazione. Il governatore della Central Bank of Russia, Elvia Nabiullina, si trova in una situazione molto delicata e la recente manovra sui tassi (aumento di 100 punti base del costo del denaro) non è stata sufficiente a fermare la caduta.

Crollo della lira turca sulla scia della crisi di Mosca

Pesante svalutazione anche per la lira turca (quasi quattro punti percentuali contro euro). L’economia turca risente della crisi russa importante partner commerciale per il governo di Istanbul.

Milano chiude in forte calo

Pesante rosso per la Borsa milanese. Il FTSE Mib chiude le contrattazioni con un ribasso del 2,81% a 18079 punti. L’indice italiano è stato particolarmente appesantito dalle vendite sui bancariGiappone: Abe trionfa nonostante affluenza bassa.

Shinzo Abe ha vinto nelle elezioni politiche giapponesi tenutesi nel weekend. La coalizione del Partito liberaldemocratico ha conquistato 326 seggi su 475. Pessima sconfitta per l’opposizione non riuscita a trovare un fronte comune per fronteggiare Abe. Ora il premier potrà continuare il piano di politiche economiche lanciato due anni fa. Crediamo che per risollevare l’economia nipponica Abe dovrà accelerare il passo soprattutto in merito alle riforme strutturali. Due sono a nostro avviso le riforme da promuovere il prima possibile, la riforma del mondo del lavoro e la conclusione degli accordi di libero commercio (free trade agreemtens con il trans-pacific partrnership).