Boeri “Robin Hood” maestro pericoloso per Inpgi. L’Italia non è Sherwood, il diritto non è carta straccia

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 27 luglio 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2015 7:59
Boeri "Robin Hood" maestro pericoloso per Inpgi. L'Italia non è Sherwood, il diritto non è carta straccia

Boeri “Robin Hood” maestro pericoloso per Inpgi. L’Italia non è Sherwood, il diritto non è carta straccia

ROMA – Franco Abruzzo ha pubblicato questo articolo anche sul suo blog.

L’articolo di Alessandra Del Boca e Antonietta Mundo pubblicato sul Corriere della Sera il 25.7.2015 suona come un monito per il Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi governato da personaggi demagogici (immagini sfuocate di Robin Hood: “Rubo ai ricchi per dare ai poveri”) che vogliono premiare – con i soldi di quanti hanno versato per decenni contributi “d’oro” – chi ha un assegno basso figlio spesso di evasione, sommerso ed elusione.

Non sarà necessariamente colpa di questi ultimi, forse è colpa degli editori o semplicemente del caso ma ciò non costituisce valido motivo per un esproprio proletario che mai nemmeno le brigate rosse arrivarono a sognare.

L’articolo di Alessandra Del Boca e Antonietta Mundo appare tagliato su misura sulla riforma della previdenza dei giornalisti che il Consiglio di Amministrazione dell’ Inpgi sta per varare, in spregio di Costituzione, leggi, sentenze, principi del diritto, anche se l’obiettivo era quello più grande della riforma che il neo presidente Tito Boeri vorrebbe portare all’Inps con tagli alle pensioni in atto di chiaro sapore peronista.

La proposta del presidente Boeri di combattere la povertà trasferendo reddito da chi ha pagato tanti contributi a chi ha versato meno presenta, per dirla con un eufemismo, delle debolezze. Pensioni basse accumulate in un ciclo favorevole (1976/2007) significano evasione, elusione e sommerso.