Governo Letta/Alfano ruba ai pensionati per far rubare ai ladri del palazzo

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 27 Novembre 2013 16:30 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2013 16:32
Governo Letta/Alfano ruba ai pensionati per far rubare ai ladri del palazzo

Governo Letta/Alfano ruba ai pensionati per far rubare ai ladri del palazzo (foto Ansa)

ROMA – Il Governo Letta/Alfano e il Parlamento mettono i pensionati poveri, che non hanno versato contributi all’Inps, contro i pensionati che hanno versato i contributi (33%) all’Inps e alle Casse e hanno pagato le tasse (43,5%).

Una certa politica vuole l’uguaglianza al rovescio. Gli aiuti a quanti – anziani e giovani – sono privi di reddito o hanno redditi bassissimi devono ricadere sulla fiscalità generale. I mezzi si trovano intensificando la lotta agli evasori e ai patrimoni delle quattro mafie. Ma c’è questa volontà nei Palazzi del Potere?

Le cronache dicono che nei Palazzi del Potere avvengono ogni giorno ruberie e reati gravissimi (come il peculato).

La Corte costituzionale ha scritto, con la sentenza 116/2013, che a parità di entrate, tutti, attivi e pensionati, devono pagare le stesse tasse.

L’uguaglianza di trattamento fiscale (artt. 3 e 53 Cost) è il pilastro sul quale si regge la società, ma a questa regola sfuggono i parlamentari! Invece i pensionati del ceto medio – che hanno l’assegno congegnato dal 2012 – vengono discriminati e sottoposti a un esproprio proletario!

E le chiamano “Pensioni d’oro”. Che ipocrisia, che vergogna.

Il nuovo contributo di solidarietà è a rischio costituzionalità. La legge di stabilità ripropone una misura molto simile a quelle del governo Berlusconi della scorsa legislatura bocciate dalla Consulta. Se il Parlamento non modificherà la norma si rischia di ripetere lo stesso errore per la terza volta.

Ce ne ricorderemo quando si andrà alle urne. Non un voto dei pensionati deve andare ai partiti che attuano scelte odiose contro i pensionati.

Allo scandalo del furto si aggiunge la vergogna nazionale del cavillo che sala i Parlamentari.

Con una nota dell’ottobre 2011, il Ministero dell’Economia ha informato l’opinione pubblica che i parlamentari, non essendo lavoratori dipendenti, bensì titolari di “cariche pubbliche”, non sono tenuti a pagare il contributo di solidarietà. E l’uguaglianza tra i cittadini e la progressività del sistema tributario?!!!

Rileggiamo assieme quel che ha scritto la Corte costituzionale, nella sentenza 116/2013 (Presidente Gallo – Redattore Tesauro): sono illegittimi i prelievi del 5, 10 e 15% sulle pensioni (pubbliche e private) superiori a 90mila, 150mila e 200mila euro. Le norme dei Governi Berlusconi e Monti violano il principio dell’uguaglianza e della progressività del sistema tributario. La sentenza è un monito al Governo Letta.

Le norme censurate sono state giudicate “un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini. L’intervento riguarda, infatti, i soli pensionati, senza garantire il rispetto dei principi fondamentali di uguaglianza a parità di reddito, attraverso una irragionevole limitazione della platea dei soggetti passivi, divenuta peraltro ancora più evidente, in conseguenza della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’analogo prelievo ai danni dei dipendenti pubblici (sentenza n. 223 del 2012).