Pensionati. Nasce il Movimento per influire su partiti e Parlamento

Pubblicato il 25 Ottobre 2013 19:56 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 19:56
Pensionati. Nasce il Movimento per influire su partiti e Parlamento

Enrico Letta soddisfatto: i pensionati sono cucinati a puntino

I pensionati sono in subbuglio, sono stati presi in giro e umiliati troppo a lungo e

insorgono contro il Governo Letta e la riforma Fornero, a tutela anche di chi andrà in quiescenza nel futuro vicino o lontano. A Milano è stato fondato il movimento “Unione nazionale pensionati per l’Italia” – “Movimento dei Pensionati di Oggi e di Domani”.

Con Alessandro Seracini ho dichiarato: “Il Movimento sostiene soltanto le pensioni costruite con il lavoro, non quelle elargite dalle Camere ai boiardi di Stato. Bisogna difendere il diritto alla perequazione annuale e alla Giustizia sociale presente (con gli articoli 36 e 38) nella nostra Costituzione”.

 Il quadro ora è chiaro: il Governo Letta ha varato un blocco per l’intera pensione di chi ha più di 2.972,60 euro lordi al mese. I media stanno riportando il danno per le nostre pensioni che è enorme.

Unirci e parlare con una voce sola rappresenta, a nostro avviso, l’unica possibilità rimasta di avere almeno un minimo di possibilità di difenderci.

Il movimento “Unione nazionale pensionati per l’Italia” – “Movimento dei Pensionati di Oggi e di Domani” nasce con l’obiettivo di riunire quanti più possibile pensionati di oggi e di domani con la convinzione che solo così potremo influire sulla scelte politiche per rimettere in moto l’Italia e mandare in Parlamento gente disposta a difenderci e a difendere anche le pensioni di domani. Il Movimento, sia chiaro, tutela soltanto le pensioni costruite con il lavoro, non quelle elargite dalle Camere ai boiardi di Stato.

Il Movimento si batte anche per aumentare i trattamenti pensionistici più deboli attingendo risorse dalla colossale evasione fiscale, dalla lotta alle mafie e dalla vendita dei beni sequestrati alle mafie, dalla eliminazione degli enti inutili e delle province, dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e, perché no, dalla drastica diminuzione dei compensi e dei vitalizi dei parlamentari. I pensionandi, e i pensionati, hanno il merito di aver fatto i sacrifici necessari per aiutare i conti pubblici. Ora basta.