Pensionati. Nasce movimento politico. Rivolta contro Governo, partiti, sindacati

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 23 Ottobre 2013 15:26 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2013 15:26
Pensionati. Nasce movimento politico. Rivolta contro Governo, partiti, sindacati

Enrico Letta, il nemiconumero 1 dei pensionati

Prossima la nascita a Milano di un movimento politico che lega i pensionati di oggi a quelli di domani, per reazione alla insensibilità di Governo, partiti e sindacati ai problemi di milioni di italiani di serie B. Il fermento cresce, mentre il ddl sulla legge di stabilità 2014 inizia oggi il percorso parlamentare da Palazzo Madama, sede del Senato. Probabile che si discuta a lungo sulle pensioni, uno dei capitoli più controversi, mentre cresce il malcontento nel Paese.

In tre anni, lo Stato spenderà circa 4 miliardi in meno per le pensioni, grazie al blocco dell’indicizzazione: 580 milioni nel 2014, 1 miliardo e 300 milioni nel 2015 e 2 miliardi e 100 milioni nel 2016. Soldi che vengono sottratti al già modestissimo potere d’acquisto dei pensionati. Tutte le pensioni d’importo lordo superiore ai 2.900 euro resteranno sterilizzate, mentre per quelle inferiori l’adeguamento sarà parziale. La Cgil, che ha il dente avvelenato con Enrico Letta per le accuse di «sciopero precipitoso», fa i conti e rileva che per cinque milioni di pensionati la perdita media sarà di 615 euro nel triennio (172 euro nel 2014, 217 euro nel 2015 e 226 euro nel 2016). A questo va aggiunto il contributo di solidarietà sulle pensioni più alte (dai 150mila euro in sù), che vale 21 milioni di euro all’anno. Qui sotto riporto il testo di un articolo di Marco Perelli Ercolini: “Cambia la scaletta della perequazione automatica sulle pensioni – allarme blocco totale delle oensioni olrtre sei volte il minimo INPS Con la nuova legge di stabilità cambia la scaletta della perequazione automatica sulle pensioni per il triennio 2014-2016 e precisamente: • sino a tre volte il minimo INPS …………….100% dell’indice Istat   • da 3 volte a 4 volte il minimo INPS………… 90% dell’indice Istat   • da 4 volte a 5 volte il minimo INPS………… 75% dell’indice Istat   • da 5 volte il minimo INPS …………………. 50% dell’indice Istat   ma per il 2014 mentre come prima interpretazione veniva detto che la perequazione automatica non sarebbe stata riconosciuta solo per le somme eccedenti le sei volte il trattamento minimo INPS, ora come seconda interpretazione attuativa di una scrittura in burocratese viene dato per certo il blocco totale per le pensioni che superano le sei volte il minimo INPS ovvero i 2.972,6 euro lordi mensili, 800mila pensionati circa, cioè il 16% del reddito pensionistico complessivo. Ma c’è di più: l’interpretazione letterale congela i trattamenti nelle fasce calcolando i trattamenti complessivamente nella loro totalità. Ciò in totale dispregio a quello che aveva di recente raccomandato la Corte costituzionale.   Il meccanismo perverso e non calibrato sui generi di consumo della categoria e i congelamenti della perequazione automatica avvenuti negli ultimi anni portano perdite notevoli del potere di acquisto dei trattamenti economici delle pensioni che in pochi anni diventano solo dei trattamenti di valuta e non di valore….da cui il detto le pensioni di annata sono delle pensioni dannate, venendo meno al dettame costituzionale che la pensione deve garantire nel postlavorativo una vita dignitosa.   Piccolo particolare…durante la vita lavorativa il lavoratore paga fior di contributi a valore corrente! e per le somme accedenti una determinata cifra lascia anche un 1% in più come contributo di solidarietà!