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Pensioni, il delirio di Delrio. Dal Fisco ai pensionati crudele solidarietà

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 29 Ottobre 2013 7:41 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2013 0:53
Pensioni, il delirio di Delrio. Dal Fisco ai pensionati crudele solidarietà

Graziano Delrio quando era sindaco di Reggio Emilia. Sulle pensioni delira

Pensioni: il delirio del ministro Graziano Delrio (“Prelievi sulle pensioni alte in aiuto di quelle di 400 euro al mese”). Delrio non ha ancora letto la sentenza 116/2013 della Corte costituzionale.

I pensionati non possono essere discriminati, perché ciò violerebbe due principi/cardine della Costituzione (l’uguaglianza di trattamento e la progressività del sistema tributario). Significa che a parità di stipendio o di pensione, tutti, attivi e cittadini in quiescenza, devono essere tassati allo stesso modo. Ma il mondo politico non ha sempre affermato che i pensionati in cattive acque andavano aiutati con la fiscalità generale?

A quanto riferisce l’Ansa, il ministro Graziano Delrio parlando dal palco della Leopolda ha detto:

“Serve rivisitare i tre grandi patti che tengono insieme il Paese.  Il primo è che chi lavora paga le pensioni a chi ha lavorato prima, questo “va riscritto: chi ha pensioni alte deve essere in grado di aiutare chi di pensione prende 400 euro”. Prendere fondi dalle pensioni alte, ha suggerito, in preda al delirio di onnipotenza, “anche per creare centri per l’impiego”.

Delrio non ha ancora letto la sentenza 116/2013 della Corte costituzionale. I pensionati non possono essere discriminati, perché ciò violerebbe due principi/cardine della Costituzione (l’uguaglianza di trattamento e la progressività del sistema tributario). Significa che a parità di stipendio o di pensione, tutti, attivi e cittadini in quiescenza, devono essere tassati allo stesso modo.

Ma il mondo politico non ha sempre affermato che i pensionati “deboli” andavano aiutati con la fiscalità generale? I centri per l’impiego non vanno creati dalle Regioni con i fondi comunitari? Prendere i quattrini dagli assegni robusti per aiutare chi se la passa male non risolve il connotato tributario del prelievo. La Consulta non benedirà giammai una simile manovra.

Sulle pensioni alte grava un prelievo fiscale del 45/50%. Se gli assegni perdono consistenza, lo Stato ci rimette perché incasserà di meno. Delrio è in rotta di collisione con Fabrizio Saccomanni (ministro dell’Economia e delle Finanze).

Suggeriamo a Delrio di battersi per aumentare i trattamenti più esigui e di concedere al 100% la perequazione a tutti i pensionati attingendo risorse dalla colossale evasione fiscale, dalla lotta alle mafie e dalla vendita dei beni sequestrati alle mafie, dalla eliminazione degli enti inutili e delle province, dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e, perché no, dalla drastica diminuzione dei compensi e dei vitalizi dei parlamentari.

I pensionandi, e i pensionati, hanno il merito di aver fatto i sacrifici necessari per aiutare i conti pubblici. Il Corriere della Sera (9 ottobre, con le firme di Massimo Fracaro e Nicola Saldutti) ha scritto che “è arrivato il momento di cercare altrove le risorse necessarie”. “La riforma Fornero consentirà di risparmiare qualcosa come 93 miliardi di euro. Prima c’erano stati Amato, Dini, Maroni, Prodi: le riforme previdenziali sono state probabilmente gli interventi che più hanno consentito di tenere l’Italia a galla”. Ora basta! Capito, Delrio?