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Pensioni. Petizione a Parlamento e Governo: “Lasciate in pace i pensionati”

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 15 Novembre 2013 6:19 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2013 20:34

 

Pensioni. Petizione a Parlamento e Governo: "Lasciate in pace i pensionati"

Enrico Letta: gli attributi li ha solo con i deboli, vedi i pensionati

Pensioni e diritti dei pensionati. Ho lanciato una petizione al Parlamento e al Governo,  attraverso Change.org:

“Lascino in pace i pensionati, che attendono, tutti, la rivalutazione dei loro assegni. Questo è un diritto costituzionale disatteso nonostante i moniti della Consulta”.

Lo Stato deve mantenere i patti. I pensionati di oggi hanno versato all’Inps e alle Casse ieri, tramite le imprese, contributi del 33% sui loro stipendi e hanno pagato tasse pari al 43,5%. Hanno già dato. Hanno fatto sacrifici in questi anni, come ha scritto il Corriere della Sera, per 93 miliardi, salvando la Nazione dalla bancarotta. Ora basta! Per far cassa lo Stato dia la caccia ai patrimoni (almeno 700 miliardi) degli evasori e dei mafiosi e incassi le cartelle esattoriali già notificate per 700 miliardi!

Sulla mancata perequazione delle pensioni, faccio questa riflessione dopo la sentenza del Tribunale di Palermo che ha sollevato la questione di legittimità alla Consulta sulle norme del Governo Monti che bloccano per il 2012 e il 2013 la rivalutazione degli assegni.

Sono sempre più convinto che l’illegittimità è nel trattamento (discriminatorio e di sfavore) nei confronti dei soli pensionati, mentre l’intervento riparatore della illegittimità costituzionale deve consistere nella “soppressione caducatoria” della limitazione ai soli trattamenti pensionistici, ma esteso a tutte le posizioni di reddito oltre una certa somma.

Questo vale anche in relazione a prospettati futuri interventi. Ma soprattutto la misura non può essere assunta attraverso una riduzione di pensione già maturata e liquidata in misura corrispondente ai contributi versati, perché questa pensione è stata determinata in base ad un corrispettivo versato, come vera e propria controprestazione.

Il legislatore, invece, deve ritenersi non vincolato a mantenere per il futuro benefici non più giustificabili (dalla situazione economica e finanziaria) di pensioni liquidate in manifesta assenza di contribuzione proporzionale, ma come vero e proprio beneficio elargitore, per il solo fatto di avere versato limitatissimi contributi per solo qualche anno di prestazioni effettive.

 

Franco Abruzzo è presidente della Unione nazionale pensionati per l’Italia (fabruzzo39@yahoo.it – cell 3461454018).

Per firmare la petizione clicca su questo link.