Pensioni rivalutate, beffa di Letta: aumenti da 6 a 20,52 € lordi, poi le tasse

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 29 dicembre 2013 13:52 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2013 13:52

Pensioni rivalutate, beffa di Letta: aumenti da 6 a 20,52 € lordi, poi le tasseROMA – La rivalutazione delle pensioni fino a 3mila euro è una miseria: parte dai 6 euro lordi e arriva a 20,52 euro per poi ripiegare a 14,27 euro… man mano che l’assegno diventa più robusto.

Dopo i due anni di blocco dell’indicizzazione delle pensioni stabiliti dal decreto salva-Italia, tornano gli aumenti a partire dal 2014. Si tratta in realtà di piccoli aumenti a causa dell’effetto combinato della bassa inflazione e della riduzione degli aumenti stabilita dal governo per le pensioni sopra i 1500 euro.

Sei euro al mese per le minime – La rivalutazione infatti sarà riconosciuta in pieno solo alle pensioni che non superano tre volte il minimo che è poco sotto i 500 euro (495,4 euro per la precisione). Fino a questo limite l’aumento è dell’1,2%, quindi di circa 6 euro per le pensioni minime di 500 euro e di 1,2 euro in più per ogni ulteriore 100 euro: quindi 7,2 euro per pensioni da 600 euro, 8,4 euro per pensioni da 700 e via di seguito. Per arrivare ad un incremento a doppia cifra occorre essere beneficiari di un trattamento di 900 euro, destinato a salire a 910,8 (+10,8 euro mensili ).

Al crescere degli importi, salgono anche le rivalutazioni. Fino a raggiungere l’aumento massimo: vale a dire quello che spetterà a chi oggi incassa 1800 euro mensili. Questo pensionato godrà dal 2014 di un beneficio di 20,52 euro. A questo punto la curva comincerà a flettere. Tanto che dai 3mila euro in su l’aumento sarà per tutti di 14,27 euro. Dal punto di vista dei conti pubblici, la rivalutazione parziale vuol dire nel 2014 un risparmio di 580 milioni, che diventano 380 al netto degli effetti fiscali (…)

La rivalutazione si riduce all’aumentare delle pensioni – Nella fascia che va tra tre e quattro volte il minimo, quindi tra i 1500 e i 2000, l’aumento non sarà integrale, ma del 90%. All’aumentare delle pensioni scende la rivalutazione: del 75% per le pensioni tra quattro e cinque volte il minimo (2500 euro) e del 50% fino a sei volte il minimo (3000 euro). Oltre questa soglia l’aumento si riduce ulteriormente.

Aumento lordo – Ovviamente questi aumenti sono lordi e quindi nelle tasche dei pensionati arriveranno ancora meno soldi visto che lo Stato si riprende una parte dell’aumento attraverso l’imposta sui redditi. Ciò vuol dire che la rivalutazione integrale arriverà solo per le pensioni bassissime, perché l’Irpef scatta già su quelle di poco superiori ai 600 euro.