Referendum. Appello di Franco Abruzzo ai pensionati: Non fate vincere i nostri nemici storici (Grillo, Meloni e Salvini)

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 4 dicembre 2016 6:42 | Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2016 22:37
REFERENDUM. Appello di Franco Abruzzo ai pensionati: Non fate vincere i nostri nemici storici (Grillo, Meloni e Salvini)

REFERENDUM. Appello di Franco Abruzzo ai pensionati: Non fate vincere i nostri nemici storici (Grillo, Meloni e Salvini). Nella foto: Michele Carugi, le cui 10 ragioni per vitare Si Abruzzo riporta nel suo blog

Referendum. Franco Abruzzo lancia un appello ai pensionati e li invita a votare Si, ricordando e ammnendo che se vince il No sarà la vittoria dei nemici più accaniti dei pensionati Beppe Grillo, Giorgia Meloni, Matteo Salvini.

Sono poche righe sul suo blog, accorate, cariche di emozione e paura:

REFERENDUM. Appello di Franco Abruzzo ai cittadini pensionati: “Non possiamo far vincere i nostri nemici storici (Grillo, Meloni e Salvini), coloro che vogliono tagliare gli assegni. Bisogna votare SI”.

A conforto delle ragioni del Si, inoltre, Franco Abruzzo riproduce i 10 punti che Michele Carugi, da sempre in prima fila nella lotta per la difesa dei diritti dei pensionati, ha elencato sul Fatto Quotidiano:

1. Il processo legislativo verrebbe snellito; lobby, congreghe, corporazioni, gruppi di potere e cosche avrebbero meno opportunità di insinuare emendamenti che favoriscono i loro interessi privati e l’approvazione delle leggi sarebbe in tempi più brevi;

2. Avremmo governi più duraturi e legislature che terminerebbero alla scadenza naturale, non in balia di maggioranze che mutano sulla base della convenienza di partiti anche piccoli. Trovo ciò importante perché costringe l’esecutivo a misurarsi su risultati a medio termine anziché varare leggine che danno voti immediati ma creano futuri problemi;

3. Alcune funzioni delegate alle Regioni verrebbero ricondotte sotto il controllo dello Stato; ciò è positivo perché molte regioni hanno dato prova di non controllare le spese e di accumulare debiti che vengono a gravare su tutti i cittadini. In questo senso approvo l’inserimento dell’obbligo di bilancio in equilibrio per ottenere autonomia decisionale in particolari materie;

4. Verrebbero introdotti in Costituzione indicatori di costo e fabbisogno uniformi per regioni e comuni, in quanto determinati a livello statale; ciò aiuterà a combattere la corruzione e il clientelismo che sono la principale causa per la quale i costi dei medesimi servizi o, peggio, dei medesimi materiali, differiscono enormemente da regione a regione;

5. La diminuzione del numero dei senatori e la loro non remunerazione sono un risparmio;

6. L’abolizione del Cnel comporta il risparmio dei relativi costi associati, nell’immediato, ma soprattutto nel futuro prossimo;

7. La Costituzione è superata dai tempi in alcune parti e sbagliata in alcune delle parti modificate nel 2001. Salvaguardando i principi degli articoli 1-12, è logico rivedere la parte applicativa, particolarmente in un mondo che muta con velocità sempre maggiore;

8. E’ un passo di democratizzazione e di opposizione al malcostume di parecchi parlamentari, che vengano sanciti in Costituzione l’obbligo per la Camera di discutere le leggi di iniziativa popolare – oggi disatteso – e per i deputati di presenziare le sedute;

9. Viene ridotta la possibilità per il governo di operare attraverso decreti legge, limitando la materia che può essere regolata per decreto e tramite la proibizione di reiterare decreti non convertiti. Ciò rende più certo l’iter legislativo, restituisce dignità al parlamento e previene in senso democratico l’abuso del decreto.

10. La proibizione di emendare i decreti con disposizioni non attinenti la materia eliminerà lo spettacolo a cui siamo assuefatti; decreti che si arricchiscono di emendamenti (spesso a natura clientelare) che nulla hanno a che vedere con il senso originale.

Altri trovano nella riforma negatività, ma piacerebbe che se ne discutesse nel merito, senza improbabili analisi della personalità di chi vota Sì o No, senza fantasiosi collegamenti con interessi personali e senza tirare in ballo complotti delle banche e vocazioni dittatoriali.

Di questo nella riforma non c’è traccia né evidenza che vada oltre il crederci o meno; come nelle scie chimiche, nel complotto di “bigpharma” per imporre i vaccini, nei microchip sotto pelle.