Beppe Grillo, misterioso silenzio sul ponte crollato, ora che Piano…

di Franco Manzitti
Pubblicato il 31 agosto 2018 5:00 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 17:59
Beppe Grillo e il silenzio sul crollo del ponte Morandi a Genova

Beppe Grillo, misterioso silenzio sul ponte crollato, ora che Piano…

GENOVA – Ora ci manca solo Beppe Grillo, detto “Giuse”, sotto quel ponte maledetto o comunque intorno alla catastrofe di Genova, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] al suo crollo che ne ha cambiato se non il destino almeno il prossimo decennio di storia.

Dopo la discesa in campo di Renzo Piano, prevedibile e forte, secondo il carattere del grande architetto, che due settimane dopo la sciagura arriva con il suo modello di ponte, la sua idea di luce, come sempre quando Genova è in difficoltà, o piegata da qualche emergenza (celebrare i 500 anni di Colombo, sanare la ferita della torre piloti distrutta, risarcire urbanisticamente il suo assetto dopo l’ultima alluvione), l’assenza del fondatore dei 5 Stelle incomincia a diventare evidente, quasi abbagliante nello scenario della sua città-madre.

Si è fatto vedere quasi furtivamente ai funerali di Stato, tre giorni dopo il fatidico 14 agosto, mentre entrava e usciva dal catafalco del Padiglione Jean Nouvel alla Fiera del Mare. Entrata e uscita in quella giornata terribile delle diciassette bare allineate e di tutte le autorità costituite, alcune, come il suo leader Di Maio, a prendersi gli applausi insieme al capitano Salvini.

Per il resto nulla sulla tragedia della “sua “Genova, dove abita nella ridente collina di sant’Ilario, un altro mondo rispetto alla Valpolcevera dei mille dolori, nulla su Genova piegata dal lutto e ora dalle polemiche su una ricostruzione così difficile, su Genova dove “Giuse” è cresciuto e ha costruito nei vecchi cabaret di san Fruttuoso la sua mirabolante carriera di comico superstar. Forse solo una pesante dichiarazione sulle autostrade e sul loro nefasto dominio concessionario, ma poi il silenzio, non si sa se strategico, visto il ruolo “superior” nel Movimento che Grillo oramai incarna o scaramantico, dopo la sua fischiata apparizione in occasione dell’ultima funesta alluvione del 2014, quando venne trattato come tutti gli altri leder che si erano affacciati tra il fango e le distruzioni.

Qualcuno ha letto nell’uscita elegante e generosa di Piano anche un contributo indiretto di Grillo, vista il legame di amicizia tra il grande architetto e il “Giuse”. Come se Piano fosse stato spinto anche dall’ex comico che, notoriamente fa parte di un gruppo di amici, cui sta a cuore Genova, indifferentemente rispetto alle convinzioni e agli schieramenti e alle così diverse professioni. Del gruppo, oltre a Grillo e Piano, fanno parte anche Gino Paoli e il dentista Flavio Gaggero, fulcro di queste personalità che hanno una sintonia positiva e spesso agiscono prevalentemente in segreto per il bene della città, cui sono legati, malgrado siano figure arcinote in Italia e nel mondo e spesso ne siano lontane, a parte Gaggero, che è un noto e stimato dentista, anche lui generoso e dalle continue iniziative umanitarie, altro che dentista dei vip, come spesso viene descritto.

Del gruppo una volta faceva parte anche Arnaldo Bagnasco, genovesissimo, ex camallo del porto, ma poi figura di spicco nel mondo Tv, inventore di Mixer e presidente di palazzo Ducale, scomparso qualche anno fa.

E’ difficile pensare che Piano sia stato spinto: non ha certo bisogno di sollecitazioni quando si tratta di andare in soccorso della sua città, ma in un momento così grave è possibile che ci sia stato uno scambio di idee tra questi “grandi vecchi”. E quindi ora ci si potrebbe aspettare qualcosa da parte di “Giuse”, che per quanto oramai “astratto” dalla routine politica, avrà pure la sua infuenza tra i 5 Stelle e magari potrebbe essere importante per soluzioni rapide che portino a risolvere i problema della ricostruzione del Ponte maledetto sulla quale la posizione del Movimento e quella della alleata Lega è ben diversa.

Questo è ora il problema chiave del dopo sciagura. Fare presto, come sostengono sia il governatore commissario, Giovanni Toti, sia il sindaco Marco Bucci e fare presto, ma anche bene, come aggiunge lo stesso Renzo Piano.

Non è vero, poi, che l’ex cabarettista Grillo non intervenga nelle vicende genovesi. Basta pensare che quindici mesi fa sostituì di imperio la candidata espressa dalle urne elettroniche grilline, Marika Cassimatis, con un altro candidato alla carica di sindaco di Genova, puntando ex abrupto su Luca Pirondini, il musicista del Carlo Felice. Quella mossa suscitò anche una ulteriore secessione nel Movimento, dopo quella già provocata dall’ex candidato sindaco, Paolo Putti, colui che ancora grillino a tutti gli effetti aveva definito l’ipotesi di un collasso del Ponte Morandi una “favoletta” messa in giro per spingere la soluzione della Gronda.

Grillo può , dunque, intervenire, dalla collina vip di sant’Ilario, da qualsiasi altro luogo dove si trova, la ruggente Costa Smeralda di fine estate, dove è stato fotografato qualche tempo fa o Bibbienna, la location toscana, celebre per le sue apparizioni con maschera.

A meno che la gaffe della favoletta o la fiera opposizione a qualsiasi infrastruttura genovese e ligure, da lui timbrato o anche ispirato non lo trattenga, ora che Genova ha la necessità fondamentale per la sua sopravvivenza di grandi e veloci opere pubbliche.

Sul suo Blog ci sono solo un indiretto riferimento a “agosto un mese complicato dove sono successe molte cose che avranno conseguenze” e un richiamo sulla vicenda del ponte, per la quale ci si scaglia sui “populismi” invece di prendersela con la famiglia Benetton…..Un po’ poco per “Giuse”, a meno che improvvisamente Grillo non sbuchi a casa sua e smentisca che “nemo profeta in patria” e che la sua fama genovese non è esattamente quella di un portafortuna.