Germania in recessione? Angela Merkel come Weimar ma favorita dai sondaggi

di Salvatore Gatti
Pubblicato il 17 Gennaio 2013 7:59 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2020 9:24
Angela Merkel-germania

Angela Merkel (LaPresse)

ROMA – Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, lo aveva detto, con il suo linguaggio asciutto: “La crisi della Eurozona sta cominciando a interessare anche l’economia tedesca”. Ma nessuno si aspettava una cifra shock come quello 0,7 per cento di crescita del Pil con il quale si è concluso il 2012 rispetto al 3,0 per cento del 2011 e al 4,2 del 2010….. E il quarto trimestre del 2012 si chiude con un meno 0,5. Secondo il quotidiano economico “Handelsblatt”, il governo prevede una crescita dello 0,5 quest’anno. Che tracollo, anno dopo anno: 4,2; 3,0; 0,7; 0,5 se andrà bene.

Nulla di cui stupirsi, salvo la durezza delle cifre, perché la Germania è un’economia aperta. E la cifre analitiche, le previsioni dello Oxford Economics confermano il quadro cupo per il quinquennio 2012-2016. Vediamole. La crescita del prodotto interno lordo, il Pil, non riuscirà mai a raggiungere il 2 per cento. I consumi privati non supereranno mai lo 1,2 per cento, quelli pubblici lo 0,7. Gli investimenti fissi, dopo un brillante 6,4 del 2011, non supereranno il 4 per cento di aumento rispetto all’anno precedente fino a scendere al 3,2 del 2016.

Il debito pubblico crescerà leggermente, non diminuirà. Saranno, come al solito, le esportazioni a salvare i tedeschi: in media, ogni anno del quinquennio, una crescita tra il 3,8 e il 5,0 per cento. Non poco.

Un altro è il record, tra i grandi paesi europei, che ci dà un’idea di cos’è il modello sociale tedesco, la disoccupazione che non salirà mai al di sopra del 5,7 per cento e si assesterà a fine quinquennio al 5,2 per cento, meno della metà della media dell’Eurozona: Germania felix? Non esageriamo.

La Germania entrerà in recessione, cioè registrerà nel 2013 un primo trimestre negativo. La Bundesbank, la banca centrale tedesca è convinta di no: almeno quest’onta sarà risparmiata al popolo tedesco. Ma ci saranno almeno cinque durissimi anni di stagnazione. E la Germania si inserirà comunque in un quadro nerissimo dell’economia mondiale: dopo il terribile 2009 sarà il 2013 l’anno peggiore. La Banca Mondiale prevede che la crescita dell’economia mondiale sarà di un misero 2,4 per cento. E che il Pil dell’area euro addirittura calerà, sia pure “solo” dello 0,1 per cento. Mentre il Pil della Cina crescerà di un 8,4 per cento. E il Pil degli Usa solo di un modesto 1,9. Quanto alla crisi politico-economica del tetto del debito statunitense, se non ci sarà almeno tregua tra il presidente degli Stati Uniti e il partito repubblicano, se la crisi americana deflagrerà in pieno, ci saranno gravi conseguenze per tutte le economie e le previsioni andranno riviste. In peggio.

Per rilanciare l’economia tedesca bisognerà aspettare le elezioni politiche di settembre. E sperare che dopo si passi da una cieca politica di austerity a una di rigore e crescita. Chiosa l’ex ministro degli esteri tedesco ed ex vice-cancelliere del governo rosso-verde, Joschka Fischer: “Dalla crisi del ’29, dalle politiche deflattive di Herbert Hoover in America e del cancelliere Heinrich Bruning nella Germania di Weimar, si sa che l’austerità in una fase di crisi finanziaria porta solo a una depressione. Sfortunatamente sembra che i primi a dimenticarlo siamo proprio noi tedeschi”.

Sfortunatamente i primissimi sondaggi elettorali tedeschi danno Angela Merkel in vantaggio rispetto al suo semisconosciuto avversario socialdemocratico.